Articoli
SCRIVI UN ARTICOLO
Condividi anche tu i racconti di ciò che succede nel tuo oratorio.
Scrivi un articolo e invialo
all’indirizzo redazione@upee.it allegando possibilmente una fotografia in formato jpg.
Ado più «Liberi... in rete!»
Occorre ripartire dalle relazioni
di Redazione Upee

«Web e social network sono una piazza in cui i giovani trascorrono molto tempo e si incontrano facilmente. (…) Costituiscono una straordinaria opportunità di dialogo, incontro e scambio tra le persone, oltre che di accesso all’informazione e alla conoscenza. (…) L’ambiente digitale è anche un territorio di solitudine, manipolazione, sfruttamento e violenza, fino al caso estremo del dark web. I media digitali possono esporre al rischio di dipendenza, di isolamento e di progressiva perdita di contatto con la realtà concreta, ostacolando lo sviluppo di relazioni interpersonali autentiche. Nuove forme di violenza si diffondono attraverso i social media. (…) Infine, operano nel mondo digitale giganteschi interessi economici, capaci di realizzare forme di controllo tanto sottili quanto invasive, creando meccanismi di manipolazione delle coscienze e del processo democratico».  (Documento Finale del Sinodo, 22-24)

Il Documento finale del Sinodo coglie a pieno il legame stretto e ambiguo tra giovani generazioni e internet. Ecco perché, a Bergamo, da qualche tempo, la necessità di andare a fondo si fa occasione di formazione per educatori consapevoli all’uso del web. Come si può essere “Liberi…in rete”?

L’abbiamo chiesto ad alcuni partecipanti del corso, svoltosi presso il Centro Oratori durante tre serate del mese di novembre. Silvia, Stefania, Valentina, Elena dell’oratorio di Almè ci raccontano: “Abbiamo a che fare ogni settimana con adolescenti immersi nel mondo dei social. Ci interessava formarci per sentirci più vicine al loro stile di vita e per essere un po’ più capaci di gestire i rapporti con loro, che tanto mettono in gioco sul virtuale.
In questo corso ho trovato persone competenti, che hanno fatto vedere lati positivi e lati bui dei social network. Ho trovato dei metodi belli, diverse vie per trattare questo tema. È stato bello progettare un percorso, nell’ultima sera, proprio per i nostri adolescenti in concreto. Ci ha colpito tantissimo questo aspetto: spendere le informazioni apprese a favore dei nostri ragazzi, imparando a usare gli strumenti e le parole giuste”. Anche Davide dell’oratorio di Comun Nuovo, seminarista 35 anni, pare soddisfatto. Ci confida: “Partecipo un po’ per caso, grazie al passaparola, per un invito che mi è stato proposto. Ero curioso e interessato. Durante i tre mercoledì, ho trovato l’occasione per mettere più ordine e chiarezza alle conoscenze che già avevo sul tema della navigazione in internet. Un aspetto che mi ha colpito parecchio e che prima forse trascuravo un po’ è quello della prevenzione, di cui un oratorio deve sentire la responsabilità. Il mondo della rete è un conglomerato di rischi e di possibilità che vanno bene gestiti. Voglio rigiocare quello che ho vissuto ed ho già iniziato a farlo negli incontri adolescenti, parlando e sperimentando. Tanti sono gli aspetti messi in luce da questo corso che mi sono rimasti impressi, ma soprattutto questo: è una sfida quella che il web ci consegna, ed esserne consapevole mi rende attento ad avvicinarmi agli adolescenti. Vorrei con loro fare dei passi avanti, camminare insieme, cercando di evitare i rischi e sfruttando invece le potenzialità di un mondo così vasto”.

Allora essere “Liberi…in rete” si può: occorre ripartire dalle relazioni, dall’incontro face-to-face che abbiamo con gli adolescenti per agganciare, in modo consapevole e accorto, anche quel pezzo di vita, sempre più ingombrante, che si gioca sui social. A partire da un contatto vero e con la fiducia nel lato buono del web si può ragionare e crescere insieme agli adolescenti, in un cammino progettato in oratorio e accompagnato anche da esperti.
Share Facebook
Share Twitter
© Upee - Ufficio Pastorale Età Evolutiva
Privacy Policy | Redazione | Upee@curia.bergamo.it | Credits