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Carnevale
Una festa per costruire comunità
di Redazione Upee

C’è una lunga storia dietro al Carnevale, che affonda le origini nel rovesciamento tipico dei saturnali romani e poi nella cultura cristiana della nostra penisola. C’è un senso in quella sfilata, in quei costumi bizzarri, in quella pazzia, negli scherzi, nei giochi, nei travestimenti. C’è Carnevale perché poi ci sarà Quaresima. C’è eccesso perché poi ci sarà digiuno. Spesso capita che si perda un po’ la dimensione più profonda, quella che giustifica e dà valore alle feste che viviamo. Non è un caso che il martedì grasso sia proprio il giorno prima del Mercoledì delle Ceneri. È l’eccezione che conferma la regola. Si esce dagli schemi della vita quotidiana per un paio di giorni e si torna bambini grazie a un pizzico di fantasia e una manciata di coriandoli.
C’è chi fa diventare questa festa un’occasione preziosa e unica di costruzione della comunità. Si tratta di quegli oratori dove la preparazione della sfilata viene curata con abbondante anticipo e dove i giochi organizzati e la festa danno modo a tutti di collaborare, metterci testa, manualità e originalità.
Questa festa costudisce in sé un potenziale unico nel suo genere: la collaborazione. Preparare insieme un evento simile dà l’opportunità a ogni volontario di affacciarsi e giocarsi nell’ambiente dell’oratorio con semplicità. Insieme non si costruisce solamente un carro o dei giochi, si sollecita la propria creatività attorno a un obiettivo comune creando un gruppo solido e forte.
Negli anni gli oratori hanno sperimentato modi diversi per festeggiare il Carnevale e ciascuno ha trovato una propria tradizione. C’è chi dà vita a una sfilata e chi, invece, preferisce rimanere in oratorio come nel caso di Villa d’Almè. La parrocchia alle pendici della Val Brembana si è tinta di giallo e di blu ricreando un parco giochi a tema Minions nel proprio oratorio. Una scelta fatta seguendo la volontà di rendere più partecipi tutti.  “L’idea è nata dal voler trovare un’alternativa alla classica sfilata - spiega Antonio, uno dei volontari - così facendo i bambini e i ragazzi non sono semplicemente degli spettatori, ma sono coinvolti dai giochi e possono divertirsi insieme”.
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Alla base del carnevale dell’oratorio di Villa d’Almè c’è la voglia di stare e divertirsi insieme e ciò ripaga anche i volontari. “Vedere bambini, ragazzi e genitori giocare–racconta Angelo- è una soddisfazione immensa. Ripaga tutto l’impegno messo in campo da Natale fino ad oggi”. Il Carnevale ricorre una volta all’anno ma è davvero un catalizzatore di energie e di presenze, il pretesto per incontrarsi, intessere relazioni, ridere insieme. Bruna, dell’oratorio di Villa d’Almè, ci racconta con entusiasmo: “Il Carnevale è un momento di aggregazione. Vogliamo un momento diverso dal solito, dalla sfilata classica. Per un mese e mezzo famiglie e bambini partecipano alla preparazione. Gli adulti si incontrano e danno vita a un vero parco giochi a tema. Ogni dettaglio è curato. Con semplicità i bambini vengono accolti in un posto sicuro e tutto da scoprire”.
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