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Riflessione sul bullismo
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Il 3 ottobre 2003 si è svolto nella mattinata un seminario, promosso dalla Provincia di Bergamo, sul tema del bullismo. L’attenzione a questo tema era già stata dimostrata anni fa, quando, nel novembre del 2001 era stata allestita una mostra interattiva per preadolescenti, attenta all’espressione e comprensione della identità relativa a emozioni e inclinazioni dei ragazzi. Accanto alla mostra era stato organizzato un convegno per educatori, i cui atti sono stati distribuiti in occasione dell’ultimo seminario e che sono disponibili presso la segreteria del settore Politiche Sociale della Provincia, in via Camozzi 95, a Bergamo.

Si è trattato, quindi, di un secondo passo rispetto una riflessione comune che la Provincia vuole promuovere tra chi, insegnanti e educatori, si fa carico della crescita delle nuove generazioni. L’obiettivo del seminario, a cui seguiranno altre occasioni formative (vedi box in fondo alla pagina), era quello di recuperare le conclusioni a cui si era giunti nel 2001 cercando di mettere a fuoco in modo evidente l’urgenza di una definizione di bullismo che circoscriva e qualifichi gli interventi educativi in merito. Può apparire un semplice problema di forma relativo ai termini e al loro significato, in realtà, negli interventi che si sono succeduti, si è mostrata come questione centrale. Di cosa si sta parlando, quando si tratta di bullismo? Si può rispondere con una risposta tecnica, citando Olweus (Bullismo a scuola. Ragazzi oppressi, ragazzi che opprimono), che dichiara: “uno studente è oggetto di azione di bullismo quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da uno o più compagni… Per parlare di bullismo è necessario che vi sia un’assimetria nella relazione”. Definizione che illumina poco chi non è un addetto ai lavori, anche se incontra bambini e ragazzi in luoghi di aggregazione, come i nostri oratori, e a volte è chiamato ad accorgersi di cosa sta accadendo e intervenire o, se non altro, segnalare l’accaduto. La prima difficoltà a comprendere questa definizione è proprio il termine bullismo, coniato nei paesi anglosassoni, da noi in Italia ha un’accezione che stempera la gravità della violenza e sopraffazione che vuole denunciare. Il bullo, nel senso comune, è il gradasso, quello che si dà delle arie, ma che non...
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