Articolo
Equipe Educative
Ridisegnare i ruoli
 
di Redazione Upee

Domani, mercoledì 30 ottobre dalle ore 9 alle 13, presso il Centro Oratori di Bergamo è prevista una mattinata di confronto e di studio su una delle dimensioni delle equipe educative degli oratori. Se l’anno scorso il focus era stato posto sull’identità del prete, quest’anno al centro saranno posti i diversi ruoli che stanno emergendo all’interno dell’equipe e che vengono promossi per il suo buon funzionamento. Vero è che i laici sono al centro del lavoro delle equipe educative da cinque anni fa ad oggi, ma la questione si pone ora ancora più chiara: come si relaziona il sacerdote a questo gruppo di laici? All’interno di questo gruppo, che ruolo assumono i laici? Come si differenzia il ruolo di ognuno di loro? 

L’incontro è riservato ai soli sacerdoti: sono loro, infatti, i “presidenti”, designati a innescare riflessioni e cambiamenti all’interno delle equipe. L’incontro di domani ha lo scopo di capire a fondo i ruoli dei diversi componenti dell’equipe, per una migliore e più profonda interazione e efficacia del loro operato.
La modalità di lavoro che verrà adottata sarà quella di partire da due buone prassi, o meglio da due testimonianze: il primo a prendere la parola sarà un parroco, chiamato a raccontare come nella sua esperienza di lavoro di equipe educativa i laici si sono gradualmente suddivisi ruoli e compiti, a seconda delle competenze e delle attitudini. A seguire, interverrà un laico, chiamato invece a raccontarsi in prima persona, testimoniando come ha vissuto la precisazione e il cambio di ruolo che gli è stato richiesto all’interno della sua equipe. Ci sarà poi il tempo per una riflessione più approfondita: interverrà la dottoressa Manzi, docente di pedagogia sociale all’Università Cattolica. I lavori di gruppo apriranno il tempo e lo spazio per il confronto e per le domande che gli interventi precedenti avranno sollecitato. Il tema richiama l’attenzione su un punto sempre più all’ordine del giorno nei nostri oratori e nelle nostre parrocchie, e che le equipe educative cercano di prendere in mano in modo nuovo e all’interno di un cammino condiviso: cosa vuol dire “ruolo differenziato” dei laici? Fino a che punto essi devono essere qualificati? La logica con cui procedere è proprio quella di Papa Francesco, che spesso si schiera contro il “si è sempre fatto così”, dicendo che questa frase è un veleno per la Chiesa, “ma un veleno dolce, perché ti tranquillizza l’anima, ti lascia come anestetizzato e non ti fa camminare”. “Un passo avanti”, ma guardando le radici: ecco la rotta da seguire. Così, il cammino delle equipe va avanti da cinque anni, ma è da ridisegnare e considerare di nuovo, alla luce dei passi fatti e del percorso che ci aspetta.
 
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