Articolo 02 giugno 2021
Esperienze per responsabilizzarsi
Serata formativa

Ogni estate è sempre la stessa storia… no, non si sta parlando della scelta della spiaggia perfetta o del caldo, ma di un quesito che, almeno una volta, ha incrociato i pensieri di un educatore, un coordinatore o un sacerdote che sta organizzando il CRE: “Ma agli adolescenti cosa facciamo fare? Possono fare gli animatori, ma saranno abbastanza responsabili?”. Gli oratori hanno sempre puntato sugli adolescenti durante l’estate riuscendo a realizzare delle proposte dall’importante valore educativo, ma scommettere su di loro forse non è sempre facile e immediato. L’obiettivo della serata formativa di martedì scorso in diretta sul canale YouTube di OratoriBG era proprio quello di rileggere la situazione attuale e fornire degli strumenti a sacerdoti, educatori, coordinatori e responsabili che incroceranno gli adolescenti durante la prossima estate. Da un lato sono state messe a fuoco le esigenze dell’adolescente, mentre dall’altro sono state delineate le caratteristiche della figura di riferimento che i ragazzi cercano.

 

“Gli adolescenti hanno bisogno di adulti sereni, pazienti e fiduciosi nel dare loro delle responsabilità” ha spiegato la dott.ssa Chiara Buzzetti, educatrice dei servizi sociali della Val Seriana, sottolineando come i ragazzi cerchino delle figure credibili. “Pensando alle attività che gli adolescenti e i giovani hanno frequentato volentieri, ho notato dei punti in comune e tra questi c’è la figura di un adulto capace di essere ciò che chiedono ai ragazzi di essere. Queste figure si fanno esempio dei loro insegnamenti con il loro modo di agire appassionato, paziente e non spaventato o irrigidito dalle fatiche quotidiane”.

 

Se da una parte ci sono dei volontari adulti disposti a mettersi in gioco per i più giovani, dall’altra ci sono anche dei ragazzi che rispondono a questa attivazione e che, nella diretta YouTube della settimana scorsa, hanno preso parola attraverso due giovani, Micaela Giani e Nicolò Lopopolo, rispettivamente educatrice e animatore dell’oratorio di Leffe. La loro esperienza ha messo in risalto come puntare sugli adolescenti sia un’intuizione che non solo porta frutto, ma che in un futuro non troppo lontano porterà gli stessi ragazzi a ricambiare le energie spese per loro. “In quarta superiore, ragionando sulla mia presenza in oratorio, stavo pensando di farmi da parte per lasciar spazio ai ragazzi più piccoli di me -racconta Nicolò Lopopopolo-. Poi, però, ho pensato che si debba anche invogliare i ragazzi a venire in oratorio e a essere partecipi. Da quel momento, mi sono rigiocato con un’ottica di servizio”. Oltre ad usufruire della proposta, gli adolescenti possono anche essere responsabilizzati spronandoli a crescere nel quotidiano. In questo percorso di crescita caratterizzato dalla responsabilità e dalla passione, un adolescente può anche trovare la propria strada prendendo spunto da una semplice attività proprio perché, a volte, basta semplicemente una scintilla per mettere in moto dei processi in cui i ragazzi siano realmente i protagonisti.

 

Non bisogna dimenticare che, oltre agli oratori, nella realtà diocesana bergamasca esistono diverse associazioni che accolgono e aiutano a crescere tantissimi ragazzi. Caritas bergamasca, Sermig di Bonate Sopra, Operazione Mato Grosso e la rete della Val Gandino sono le quattro realtà che hanno dato la loro testimonianza di questo terreno fertile di tante attività dedicate al servizio nella comunità, ognuna delle quali con vari carismi e specificità. Immaginare e organizzare momenti di coinvolgimento per i più giovani implica un certo lavoro progettuale perché cerca di coniugare le loro qualità, le attitudini e le competenze con i tempi e gli spazi di una realtà associativa disposta ad accoglierli e accompagnarli. C’è una forte dimensione progettuale e sperimentale che deve lasciare spazio anche all’errore e alla sua successiva verifica perché i ragazzi hanno bisogno anche di informalità e di gesti concreti come racconta Francesco Lodi, volontario dell’Operazione Mato Grosso: “Da ragazzo ho incontrato degli adulti che hanno scommesso su di me, che hanno avuto fiducia nelle mie capacità e ci sono sempre stati. È una bellissima eredità. La loro passione mi è stata trasmessa tramite gesti concreti come la semplice ospitalità in casa loro per una cena. Sono gesti semplici, ma davvero preziosi”. Tutto ciò significa che con gli adolescenti e i giovani non esistano formule magiche o regole per creare delle esperienze efficaci. Ciascuno oratorio risponde alle esigenze della propria realtà, ma il primo passo è comune per tutti: esserci per il bene dei ragazzi.

 
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Ufficio pastorale età evolutiva