Articolo 21 dicembre 2021
Una Chiesa che ha a cuore
Auguri di buon Natale
Abbiamo bisogno. Anche durante l’Avvento ci siamo soffermarti per una settimana su questo verbo: l’aver bisogno. È una consapevolezza che non si matura senza sforzo. Essere bisognosi non piace a nessuno. Ci fa sentire dipendenti, ci fa avvertire tutto il nostro “non essere abbastanza” quando noi vorremmo avere, dare ed essere di più per noi e per gli altri. Eppure, abbiamo bisogno e non è uno smacco, ma la riscoperta che soli contiamo poco. Da quel “siamo tutti sulla stessa barca” davanti a una piazza San Pietro completamente deserta sembra passata un’eternità. Solo oggi, però, percepiamo a pieno la profondità e la lungimiranza di quelle parole pronunciate da Papa Francesco. Da soli possiamo far poco: è insieme che si vince la partita.

L’aver bisogno porta a fare un esercizio di discernimento: serve a capire di che cosa si ha bisogno ed è un pensiero che solo insieme può maturare nel modo più obiettivo possibile. A guidarci sono le esigenze del tempo odierno perché ci mettono davanti a ciò che davvero siamo chiamati ad essere. La necessità di oggi è chiara: occorre continuare ad essere una Chiesa che – insieme ai tanti altri che hanno le stesse intenzioni – per quel che può, continua ad avere a cuore e a prendersi cura delle giovani generazioni. Nelle nostre comunità cristiane, e negli oratori in particolare, la missione non può essere che questa. Gli adolescenti e i giovani ci sono e quando si sentono accolti possono diventare protagonisti dei cambiamenti di cui noi adulti, forse, avvertiamo un po’ più il timore. Non perché loro pecchino di inesperienza o siano degli incoscienti, ma perché possiedono le energie, le idee e l’entusiasmo che ci spronano a far del nostro meglio senza accontentarci.

Essere Chiesa che a cuore i giovani, però, non è da considerare come una meta da raggiungere. Mi permetto di dire che deve essere uno stile costante, con il quale non vogliamo smettere di tendere la mano alle giovani generazioni perché davvero anche i giovani possano essere protagonisti. Credo che in questo lavoro, l’oratorio continua ad essere strumento prezioso per costruire la comunità. Qui le generazioni si incontrano, si confrontano e imparano l’una dall’altra, anche solo nell’informalità del cortile o del bar. Dare il giusto peso a momenti come questi è l’impegno che vogliamo prenderci per questo Natale. Non occorre inventare qualcosa di nuovo, ma prendersi per mano per proseguire un cammino che non si fermerà davanti a una mangiatoia. La nascita di Dio che si fa uomo sarà una tappa di rilancio verso le sfide future e vederlo “faccia a faccia” sarà l’occasione per ricordare come, nella semplicità, è possibile sperimentare la Sua grandezza.

Anche come Ufficio per la pastorale dell’età evolutiva, non ci tiriamo indietro. E insieme a tutti gli oratori vivremo ogni sfida che la situazione attuale ci metterà di fronte. Nonostante la pandemia sia all’attenzione di tutti, l’aumento dei contagi ci porta a tenere in considerazione modalità diversificate per gli appuntamenti di gennaio. In base all’andamento della curva, nelle prossime settimane valuteremo come svolgere alcune delle iniziative ipotizzate, applicando certamente le regole necessarie e scegliendo la via più ragionevole. Subito dopo Natale, comunicheremo le modalità di svolgimento e iscrizione per il Corso Centrale che coinvolgerà gli animatori d’oratorio. Dopo l’edizione digitale di quest’anno, la speranza è davvero quella di potersi ritrovare in presenza per la prossima edizione, prevista tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio del nuovo anno.

Sempre nell’ambito formativo proseguirà anche il cammino delle equipe educative. Il punto di partenza della formazione e del confronto pastorale sarà il “quaderno diocesano” delle equipe educative, consegnato in occasione del Convegno del 2 ottobre 2021 e sempre a disposizione al Centro Oratori. Nei due incontri saranno affrontati i temi della governance dell’equipe educativa, indagando l’importanza di differenti ruoli e mandati – tra preti e laici, ma anche tra laici – e la sfida dell’ingaggio della professionalità educativa e retribuita in oratorio. Narrazione di buone prassi e confronto pastorale tra equipe saranno due ingredienti fondamentali del percorso. Per prudenza, gli appuntamenti slitteranno su febbraio nelle date di venerdì 11 e venerdì 25 febbraio 2022. E le modalità più concrete di svolgimemto verranno comunicate più avanti.

A inizio gennaio, a supporto di tutti i volontari dell’oratorio, sul sito www.oratoribg.it verranno pubblicate delle schede di approfondimento legate al percorso di riflessione sull’oratorio svolto online nel mese di novembre. Il corso è disponibile sul canale YouTube OratoriBG e ha l’obiettivo di trovare una grammatica comune per l’oratorio: un linguaggio comune che sarà sempre più importante avere per continuare a tessere la rete dei territori in vista del futuro.
Di fronte a tutte queste sfide, il cammino sembra lungo e impegnativo, ma insieme i passi possono farsi più leggeri e il Natale può essere, ancora una volta, un punto di ripartenza. Davanti alla mangiatoia potremo sostare, recuperare le forze e il senso di ciò che facciamo. In questo tempo di Natale, impegniamoci a stare “faccia a faccia” con Dio per ricordare sempre e in ogni momento per Chi siamo.
 
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Ufficio pastorale età evolutiva