Articolo 30 marzo 2021
Una Pasqua di "slancio" verso il futuro
Auguri a tutti gli oratori

Se facessimo l’esercizio di fermarci e tornare con la mente a un anno fa, i pensieri che riemergerebbero sarebbero tra i più disparati da rileggere. Le nostre speranze di allora erano certamente diverse. Il desiderio di vedere volgere al termine la pandemia ci accomuna tutti da più di un anno, ma ci sono tante altre sfaccettature che ci uniscono: la nostra volontà di esserci, di stare accanto ai piccoli e ai più fragili e il nostro forte desiderio di tornare a incontrarci. Come comunità cristiana possiamo dirci di non esserci mai fermati. Ciascun oratorio ha trovato il modo di reinventarsi per essere prossimo alle giovani generazioni, spesso dimenticate tra decreti e restrizioni che stanno sacrificando la loro socialità e le reali possibilità di crescita. Questo non vuol dire che sia stato facile rimettersi in gioco o che tutto sia proseguito senza difficoltà. Anzi, sono stati e sono tuttora proprio quegli ostacoli a spingerci alla riflessione, a dare lo stimolo giusto per provare a fare e soprattutto a cogliere i significati di questo tempo. Ora ci stiamo preparando alla Pasqua. Ancora una volta sarà caratterizzata dalle restrizioni, ma, a differenza dell’anno scorso, porterà con sé tutta quella voglia di rinascita che sta segnando questo tempo. La comunità cristiana è viva e dalla Resurrezione può provenire un nuovo “slancio” per le sfide che ci attendo in primavera, in estate e nel prossimo autunno.

 

La situazione in cui ci troviamo immersi ha spesso spronato una riflessione per binomi: facciamo o lasciamo perdere, quantità o qualità, tutta la catena o solo qualche anello, noi o gli altri. Tutti spunti molto attuali, ma su cui è necessario non fossilizzarsi. La comunità cristiana desidera dare il suo contributo: scegliamo di fare tutto il possibile in relazione al necessario, affinché i prossimi mesi possano essere ancora di più un tempo educativo per le giovani generazioni. Non esistono risposte giuste o sbagliate, esistono oratori capaci di leggere con sensibilità le esigenze della propria realtà per prendersi cura dei piccoli, ma anche degli adolescenti, dei giovani e di tutte le famiglie. La forza dell’Oratorio, in particolare quello che si anima durante il tempo estivo, è sempre stata la catena educativa: il riconoscersi di tanti adulti come genitori di altri o di adolescenti e giovani come fratelli maggiori dei più piccoli. L’Oratorio, come metodo e processo educativo, scommette tutto sé stesso sulla fraternità e sulla familiarità: è legge evangelica e criterio pedagogico che procede per consegna di esperienze e crescite condivise.

 

Nei prossimi mesi saremo chiamati ad affrontare, ancora una volta, tante sfide. I percorsi adolescenti sono in dirittura di arrivo tra numerose fatiche, ma non vogliamo tirarci indietro e provare ad esserci per il loro bene. Non sappiamo esattamente quando ma a tra qualche settimana, gli oratori potranno sicuramente tornare ad accogliere i ragazzi anche nell’informalità e con le attività sportive nel pieno rispetto delle regole. Ricordiamoci sempre che le norme non nascono per il gusto di impedire qualcosa, ma di veicolare un senso, nella misura in cui, per quello che ci è possibile, garantiamo una presenza reale che lo espliciti. Saranno giorni importanti perché vivendo al meglio l’oggi, potremo prepararci più serenamente a un domani che vede affacciarsi l’estate. Ed è proprio la lunga tradizione dell’estate e che da anni ci accompagna, a donarci energie nuove per rimetterci in gioco. Se lo scorso anno potevano sussistere comprensibili paure e insicurezze, le esperienze passate ci danno nell’oggi la fiducia necessaria per progettare la nostra presenza, immaginando di coinvolgere adolescenti, giovani, adulti e le diverse realtà del territorio. Durante questo tempo di preparazione, l’Ufficio Pastorale per l’Età Evolutiva si mette a completa disposizione per accompagnare gli oratori e i loro volontari che parteciperanno e daranno vita a questa avventura.

 

L’estate, però, non sarà la fine di un percorso, ma bensì l’inizio. Questa sarà preziosa se sfruttata come slancio per il nuovo anno pastorale in cui ci auguriamo si possano davvero alimentare processi unitari, unire sforzi, risorse, intelligenza, evitando l’eccesso di frammentazione e di particolarismi come ci suggerisce il nostro Vescovo Francesco. Sarà importante lavorare sull’effettiva identità dell’Oratorio per l’oggi e il domani, sulle modalità più opportune con cui viene animato, sulle modalità di governo e di ingaggio di laici disponibili e formati, così come di professionalità retribuite per garantire competenza e continuità. È ancora capace di educare l’Oratorio e quanto è capace di educare effettivamente alla Fede? Come ci immaginiamo l’oratorio del futuro? Sono domande forti a cui è necessario reagire e la miglior risposta può nascere solo se iniziamo a muovere i primi passi, a costruire insieme già da oggi. I nostri Oratori hanno reinventato la loro presenza provando a vivere questo tempo senza sprecarlo e ora è tempo di farlo fruttare. Dopo tante sfide, ci auguriamo davvero che la Pasqua, celebrando la vittoria della vita sulla morte, ci doni occhi capaci di cogliere i “germogli di Resurrezione” per ripartire con “slancio”.

 

Don Emanuele Poletti, direttore UPEE

 
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Ufficio pastorale età evolutiva