Articolo 05 gennaio 2011
Capodanno in oratorio
L'esperienza di festa a Tagliuno

di Laura Quadrelli

Che Bergamo fosse una provincia con una forte tradizione di oratori non è una novità, ma che in uno di essi, alle soglie del 2011, si svolgesse addirittura una festa di capodanno, che nell’immaginario comune deve essere qualcosa di molto particolare ed estroso, è cosa abbastanza singolare. Almeno nell’oratorio di Tagliuno è la prima volta dopo anni che accadeva. L’iniziativa è rientrata nell’ambito del percorso formativo rivolto a adolescenti e giovani fino a 18 anni che da anni si svolge nella parrocchia e che punta a offrire un indirizzo e uno stile di vita a quei ragazzi che, terminate le scuole medie e concluso il percorso catechistico con la cresima, si ritrovano spesso disorientati ad affrontare il nuovo mondo delle scuole superiori fuori paese.

Il percorso si articola in serate dove i ragazzi, guidati dai loro animatori, affrontano varie tematiche: dalla conoscenza della propria persona all’incontro con l’altro, dai rapporti con la famiglia alla scoperta del mondo, dal servizio all’interno della parrocchia alle possibilità di volontariato offerte dal territorio. Completano gli incontri formativi attività più ludiche come la tradizionale pattinata sul ghiaccio, la festa in maschera per il carnevale o le discoteche organizzate mensilmente nel bar dell’oratorio dal significativo titolo «Punto. A capo»: un invito a ricominciare da capo e a concepire il divertimento in modo nuovo, bandendo ogni tipo di eccessi che porta spesso a tragiche conseguenze. Nell’anno appena concluso la tradizionale discoteca ha avuto un’appendice straordinaria nella serata dell’ultimo dell’anno, chiamandosi per l’occasione «Punto a capo… Apocalypse».

La festa, organizzata da Don Matteo Perini e dal gruppo di giovani animatori dell’oratorio, ha avuto come tema il XX secolo: i partecipanti sono stati invitati a vestirsi e a truccarsi rievocando fenomeni e stili caratterizzanti il secolo scorso, mentre l’ambiente era corredato da gigantografie delle star più importanti del Novecento e sulle pareti scorrevano spezzoni di film che hanno segnato la storia del secolo da «Colazione da Tiffany» a «Per un pugno di dollari». Vari sono stati i travestimenti ma i costumi più gettonati sono stati quelli dei gangster americani degli anni 30, dei figli dei fiori degli anni 60 e del rock degli anni 80. La serata, iniziata con una cena a buffet, preparata con l’aiuto degli stessi adolescenti, e proseguita con karaoke e balli, si è conclusa a notte fonda quando i ragazzi, avvolti nei loro sacchi a pelo hanno dormito (o quasi!) nel salone dell’oratorio, rievocando le nottate insieme dei campeggi estivi e dei ritiri spirituali in preparazione al Natale e alla Pasqua, per poi inaugurare l’anno nuovo con una colazione comunitaria e gli ultimi scambi di auguri. Prima di ritornare a casa tutti, adolescenti compresi, si sono dati da fare per ripulire e mettere in ordine l’oratorio con la voglia di condividere ancora, oltre ai festeggiamenti, del tempo insieme.

Per più di 70 adolescenti di Tagliuno è iniziato così l’anno nuovo, con un capodanno all’insegna della semplicità, dell’amicizia e della moderazione, privo di effetti speciali e di sfrenati divertimenti. I giovani della comunità hanno optato per una serata decisamente in controtendenza rispetto a quella che sembra ormai la norma vigente tra le nuove generazioni: un capodanno «d’altri tempi» che ha recuperato la dimensione oratoriana dello stare insieme in semplicità, del gioco e dei balli di gruppo. Una serata che ha dimostrato che si può festeggiare anche senza botti pericolosi e senza alcool. Una serata che, almeno per una volta, ha soddisfatto anche i genitori, sempre preoccupati di sapere i loro figli sulle strade.

Una festa che, come tutte le altre discoteche «Punto. A capo» proposte dall’oratorio di Tagliuno, si augura che nel 2011 si possa davvero mettere un punto a tutte le cose negative… per ricominciare da capo.

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