Articolo 16 febbraio 2021
Crescere gli adolescenti tra pensiero e discernimento
Con il passo giusto

Un sabato mattina diverso per formarsi e interrogarsi rispetto al mondo degli adolescenti e al proprio ruolo di educatore: il primo incontro del percorso formativo “Con passo giusto” pensato per gli educatori adolescenti della nostra diocesi ha avuto come fulcro l’identità e ha visto la partecipazione di Gianmario Vitali, professore di religione presso il liceo Federici di Trescore Balneario, e Chiara Scardicchio, pedagogista e ricercatrice dell’università di Bari. È stata un’occasione per formarsi, ma anche per interrogarsi e riflettere su ciò che gli adulti possono fare per gli adolescenti. In un periodo così delicato che dura ormai da un anno, è importante chiedersi chi sono e come stanno i ragazzi tra didattica a distanza e socialità ridotta al minimo.

L’incontro di formazione è iniziato con la restituzione del progetto di ascolto “Con il passo giusto – Per immaginare azioni di risposta adeguate” che, negli scorsi mesi, ha coinvolto tanti educatori di realtà diverse permettendo di costruire il quadro generale sulla situazione odierna. Per portare a compimento il progetto di ascolto si è costituito un gruppo di lavoro composto da operatori con preparazione in ambito teologico, pastorale, psicologico, pedagogico e educativo. A supporto di tali figure sono stati coinvolti, inoltre, anche gli animatori e le animatrici UPEE, da tempo impegnati in prima persona nel mondo degli oratori e dediti alla formazione degli adolescenti che vogliono cimentarsi in qualità di animatori. Il progetto ha fatto emergere diverse tematiche come la spiritualità, le proposte estive, lo sguardo sugli adolescenti e il ruolo dell’educatore.

A seguire c’è stato l’intervento del professor Gianmarco Vitali che, grazie al suo ruolo nella scuola, è riuscito e riesce a interagire con tantissimi ragazzi che vanno dai quindici ai diciannove anni. Il docente ha riportato la sua esperienza diretta riguardante l’ultimo anno raccontando alcune situazioni di fragilità dei suoi alunni. Molti adolescenti hanno trovato in lui e nelle sue proposte un punto di riferimento e l’insegnante ha scelto di reagire rimanendo il più aperto possibile alla situazione e all’ascolto degli adolescenti. Per aiutare i suoi alunni a rileggere questo tempo, ha provato diverse forme di contatto che potessero poi spronarli a una riflessione più ampia. Il professor Vitali ha sottolineato come non fosse facile stare accanto ai ragazzi senza avere l’opportunità di vederli dal vivo e di come sia stato necessario aguzzare la vista per comprendere come stessero davvero. In questo tempo, ha proseguito il docente, tutti gli educatori sono davanti a una sfida complessa perché richiede uno sguardo attento sugli adolescenti per trovare quei segni permettono di importare il processo di cura da mettere in atto. Il compito degli adulti, però, non finisce qui: la necessità è anche quella di alzare l’asticella sia delle risposte che delle domande che si rivolgono agli adolescenti perché con loro è possibile puntare in alto se si lascia loro lo spazio per mettersi in gioco.

L’intervento della ricercatrice Chiara Scaradicchio, invece, è stato incentrato sul modo di far crescere gli adolescenti e sulla tecnologia. Secondo la pedagogista, negli educatori abita la tentazione di crescere gli adolescenti con l’indole della nutrizione: qualcosa che li sfami semplicemente. Ciò però non aiuta perché non nutre fino in fondo. I ragazzi invece, hanno bisogno di essere messi alla prova per crescere soprattutto in un mondo caratterizzato dalla costante accelerazione dovuta alla tecnologia. Il digitale non solo accelera il mondo in cui viviamo, ma disabilita anche la nostra capacità di differire la gratificazione. Ciò significa che tutta la società è alla costante ricerca di un sentimento che, ogni volta, si rileva troppo effimero per sviluppare un ragionamento. Per questo motivo è importante coinvolgere gli adolescenti con delle attività pratiche e lente, cosiddette di “slow-thinking”, permettendo loro di sviluppare un pensiero profondo e dandogli la possibilità di interrogarsi su domande di ricerca esistenziale. Lo sforzo educativo richiesto è lo sviluppo del pensiero nel tempo con un rallentamento che permetta all’adolescente di prendere coscienza di sé e dei suoi pensieri. Oltre a spronare questa presa di coscienza, gli educatori devono star accanto ai ragazzi nel processo di discernimento che vivono avendo il coraggio di far scegliere i loro ragazzi.

In chiusura c’è stata anche la possibilità di un rapido confronto tra gli educatori presenti che ha fatto emergere come questi primi passi possano essere un punto di partenza per il cammino con i loro adolescenti, un percorso che continuerà sia con i loro ragazzi che a livello formativo con il ciclo d’incontri “Con il passo giusto”.  Il prossimo appuntamento? Mercoledi 24 febbraio, ore 20.30 per “Adolescenti e spiritualità”.

 
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