Articolo 26 gennaio 2021
Esserci per gli altri è un dono
Al via il Corso Centrale 2021

Diverso, rinnovato, raddoppiato, digitale, online: le parole per descrivere il Corso Centrale in atto possono essere anche di più e ogni partecipante potrebbe aggiungere la propria fino a formare un grande puzzle, uno scenario frutto del loro vissuto e della situazione che ogni oratorio sta vivendo. Dallo scorso 16 gennaio, circa cento adolescenti si stanno mettendo in gioco al Corso Centrale Base con l’obiettivo di giocarsi al meglio per la propria realtà. Formare gli adolescenti a distanza può sembrare impossibile, ma non lo è. Addirittura, in certi casi, può far emergere una bellezza diversa e nuova rispetto agli incontri in presenza.

Nonostante il periodo un po’ difficile e incerto per gli oratori, gli animatori UPEE, insieme ad Ago Formazione, stanno portando avanti un percorso che possa aiutare gli adolescenti a giocarsi al meglio all’interno del proprio oratorio. “Fare il Corso Centrale a distanza - racconta Giorgia Donghi, animatrice UPEE - è necessario per dare un segnale positivo rispetto alla cura degli adolescenti. La formazione non si può fermare e se occorre farla a distanza, ci proviamo sperimentando nuove modalità”. Entrambi i corsi partono dallo scopo di comune di formare i ragazzi per stare bene in oratorio e per farlo è necessario andare a recuperare quegli strumenti che ultimamente sono oggetto di tante riflessioni come spiega Matteo Salvi, animatore UPEE: “Bisogna riprende in mano i punti fondamentali dell’oratorio e dell’essere animatore. Chiedersi se certi strumenti siano ancora attuali è normale, ma è importante riflettere sul senso per capire come affrontare le tante sfide che oggi si incontrano”. Tra gli strumenti esplorati dal corso ci sono il gioco, il laboratorio, l’animazione e il teatro educativo. Delle tematiche su cui tutti gli adolescenti sono invitati a ragionare per poi sperimentarle. Da stasera, invece, partirà anche Corso Centrale Pro: un corso dedicato ai giovani dai diciotto anni in su con cui si andranno ad approfondire degli argomenti strettamente legati alla relazione educativa in oratorio.

La vera novità e anche la vera sfida di quest’anno è quella di fare formazione online. Spesso si pensa che questo possa portare solo svantaggi, ma non è sempre così. “Per quanto sia digitale, al Corso Centrale non si è mai davanti a uno schermo -continua Matteo-. Dall’altra parte ci sono degli adolescenti che scelgono di mettersi in gioco. Quando accendi la telecamera dici il tuo esserci e il tuo impegno. Online è comunque possibile ridere, chiacchierare e scherzare insieme e si ha una maggior confidenza perché ci si connette dalla propria casa condividendo questo spazio con gli altri partecipanti”.

Il Corso Centrale di livello base proseguirà per altri tre sabati vedendo gli adolescenti impegnati su temi legati all’animazione e al proprio esserci in oratorio. Quella degli adolescenti è una presenza, oggi più che mai, da valorizzare. In un periodo in cui si sente poco parlare di loro, renderli partecipi e responsabilizzarli è un gesto di cura dal valore inestimabile. Non dare mai per scontato il loro esserci significa guardare al futuro e al bene di tutti a partire dai ragazzi stessi fino all’oratorio e all’interna comunità. “Esserci è un dono -spiega Matteo-. Non bisogna sottovalutare la propria presenza perché dimostra quanto tu ci tenga. Da lì comincia un percorso di ricerca continua che parte ogni volta da sé. Spero di lasciare questo ai ragazzi che sto incontrando in queste settimane, spero comprendano quanto sia preziosa la loro presenza per tutti gli oratori”. Ancora una volta, gli adolescenti si dimostrano quel motore instancabile e ricco di entusiasmo che rende possibile tanti progetti, proposte e occasioni per crescere insieme. “Spero che i ragazzi comprendano di avere del potenziale che possono rigiocare per gli altri -conclude Giorgia-. Nonostante il momento difficile, loro possono essere un dono prezioso per tutti coloro che incontrano. Mi auguro che in loro possa crescere la consapevolezza che ciò che sono e ciò che hanno possono rigiocarlo anche in oratorio. Ci si può mettere sempre in gioco per gli altri e in cambio si ricevono doni che, forse, non ci saremmo mai aspettati. È anche questo il bello di essere al servizio per qualcun altro”.

 
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