Articolo 08 settembre 2021
Mezzoldo come punto di partenza
Il racconto dei corsisti

Solitamente quando si torna da un viaggio o da un’esperienza, si fanno i conti con la nostalgia e si fa ordine di ciò che si porta dentro perché quello che abbiamo imparato rimanga e porti frutto. Quando si torna da Mezzoldo, invece, inizia un ulteriore viaggio: inizia un percorso fatto di nuove prospettive e opportunità. Nelle valigie del ritorno, tra maglie un po’ stropicciate e i calzini spaiati, i corsisti hanno trovato dello spazio per tutto ciò che Mezzoldo ha regalato loro.

“È difficile riassumere questa esperienza in tre parole – racconta Sofia Valdani, giovane dell’oratorio di Brembate-. Mezzoldo è stato una sfida perché non sapevo chi avrei incontrato al mio arrivo e lì ho trovato il coraggio di mettermi in gioco totalmente. Al corso associo anche le parole scoperta e rinascita. A Mezzoldo ho ritrovato la vera Sofia e sono emersi anche nuovi lati di me che dovrò continuare a coltivare. Uno su tutti è quello spirituale. Stare seduta in silenzio a dialogare con Dio è stato il momento che più mi ha colpito e cercherò di trasmettere quel sentimento ai più piccoli, ma anche ai grandi”. Il corso di formazione può essere una svolta per se stessi, ma può anche regalare una nuova prospettiva com’è accaduto a Riccardo Zamblado, un giovane dell’oratorio di Romano di Lombardia. “Credo che condivisione, riflessione ed energia siano i concetti che racchiudono il senso di questa esperienza. Ciascuno di noi ha potuto offrire qualcosa di sé e del proprio oratorio agli altri. È stato un ottimo punto di partenza per lavorare insieme. Tutta l’energia dei corsisti e degli animatori, invece, è servita per mettersi in gioco senza riserve e devo dire che è stato un elemento davvero prezioso”.

A Mezzoldo si riflette, si sperimenta, si prega, si immagina ciò che si vuole essere da grandi… in oratorio. Questo perché non è mai un punto di arrivo, ma una partenza. Ogni momento è pensato per aiutare i corsisti a rileggersi e a crescere. Nessuna fretta, ma solo tanta voglia di trasmettere la passione dell’abitare l’oratorio: è un effetto cascata che si amplia e che desidera di raggiungere tutta la diocesi grazie all’aiuto e all’impegno dei corsisti. “Sono tornata a casa con nuove consapevolezze – ammette Sofia-. Lì ho capito l’importanza dello sguardo all’interno di una relazione. Se prima evitavo gli occhi di chi incontravo perché era più facile vedere solo ciò che volevo, ora allenerò il mio contatto visivo. Ho un nuovo sguardo per instaurare nuove relazioni e comprendere al meglio l’altro”. C’è chi in valigia ha messo una sana di dose di fiducia: “Oltre ai giochi, alle attività e ai tanti modi di metterle in atto, sicuramente mi rimarrà la fiducia -spiega Riccardo-. Ho una nuova fiducia non solo in me, ma nei giovani che ho attorno e in ciò che può fare l’oratorio. Non siamo da soli e siamo chiamati a coinvolgere tutta la comunità e camminare insieme per andare lontano”. I grandi cammini posso iniziare anche da un piccolo paesino sperduto nella val Brembana, ciò che conta è coltivare tutto quello che si porta a casa con cura e tanto entusiasmo.

 
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