Articolo 10 maggio 2022
Le paure che fanno crescere
Presentazione CRE 2022
Di tutte le emozioni che ci vengono in mente quando pensiamo al C.R.E., forse la paura è quella che arriva sempre per ultima. Come è giusto e bello che sia, i primi ricordi sono gioiosi, carichi di entusiasmo e ricchi anche della gratitudine nei confronti di chi ci ha donato un po’ del suo tempo. Eppure, la paura non ha un interruttore: non è che, arrivata l’estate, si spegne e si fa viva settembre alla prima interrogazione o alla prima gara della stagione. Tutte le emozioni sono presenti al C.R.E., nessuna è esclusa, ma se la rabbia per la mancata vittoria, la gioia dell’aver trovato il tesoro e la timidezza dei primi incontri saltano subito all’occhio, la paura sembra essere una spettatrice lontana. Questo non è un giudizio, né una lamentela, ma una semplice costatazione.

Forse, dimentichiamo la paura e la mettiamo da parte perché è qualcosa di più personale. Non proviamo paura solo quando siamo in pericolo, ma anche in altri modi più intimi e nostri. Allo stesso tempo, però, non possiamo dimenticarci che il C.R.E. è un pezzo di vita, un mese in cui bambini, ragazzi, adolescenti e giovani si sperimentano nell’esperienza in sé e nelle relazioni che li circondano. Per questo è importante prendersi cura di ogni singola emozione e anche della paura. Il tema scelto per quest’anno sicuramente pone l’accento su tante questioni e, dopo la pandemia, la necessità di alfabetizzare alle emozioni è un’esigenza più viva che mai. Questo, però, non dev’essere l’unico incentivo che ci sprona alla scoperta delle emozioni. Trattandosi di un “pezzo di vita”, al C.R.E. si è chiamati a prendersi cura della persona a 360 gradi, paure comprese.

Domenica sera, gli animatori presenti alla presentazione del C.R.E. 2022 sono stati guidati in una rilettura delle emozioni da Isabella, Francesco, Chiara, Federica, Denis, Marta e Roberto: giovani, animatori U.P.E.E., che sono stati adolescenti come quelli presenti in platea. Partendo dalla loro adolescenza, i sette protagonisti si sono messi nei panni degli spettatori raccontando il loro punto di vista sulla paura. Questo passaggio ha restituito agli adolescenti un percorso di crescita e uno spaccato realistico della situazione odierna. Le testimonianze sono iniziate da un dialogo dei protagonisti con loro stessi da adolescenti.
 
“Ehi, Marta di ieri, di cosa avevi paura?”: da una semplice domanda è nato il confronto tra il passato e il presente. Tutti hanno provato delle paure da adolescenti. In un’età così turbolenta, le paure, grandi o piccole che siano, sono anche delle compagne preziose perché aiutano a crescere e ad andare oltre. Tra le paure portate alla luce dagli animatori U.P.E.E. c’erano la solitudine, il timore del futuro, la perdita di persone care, la fatica di accettarsi, il sentirsi “fuori posto”, il non essere all’altezza e il disorientamento di fronte ai cambiamenti. Tutte paure che non sono state cancellate con un colpo di spugna o dimenticate una volta diventati giovani. Sono tutte sensazioni che si sono evolute con il tempo e che oggi interrogano i giovani in modo diverso. Nel mondo complesso delle emozioni che, durante l’estate, saremo chiamati ad alfabetizzare, sapere riconoscere la paura sarà un chiaro segno di cura. Un modo per vivere a 360 gradi il C.R.E avendo a cuore ogni singolo aspetto di ciascun partecipante.
 
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