Articolo 26 gennaio 2021
Fare casa
Convegno per giovani ed educatori

“Fare ‘casa’ è fare famiglia; è imparare a sentirsi uniti agli altri al di là di vincoli utilitaristici o funzionali, uniti in modo da sentire la vita un po’ più umana. Creare casa è permettere che la profezia prenda corpo e renda le nostre ore e i nostri giorni meno inospitali, meno indifferenti e anonimi. È creare legami che si costruiscono con gesti semplici, quotidiani e che tutti possiamo compiere”. Papa Francesco, nell’esortazione apostolica Christus Vivit, lo dice chiaramente: i giovani hanno bisogno di “fare casa” per crescere, costruirsi e realizzarsi. Il suo messaggio può tramutarsi in un’esperienza reale e generativa. Si può letteralmente fare casa con i giovani e a testimoniarlo sono le diverse proposte presenti sui territori delle diocesi lombarde. Proprio per questo motivo, sabato 6 febbraio dalle 9.30 alle 12.30, i don e gli educatori dei giovani delle diocesi lombarde proseguiranno il loro percorso di incontri sul tema della vita comune. Al convegno sarà presente Timothy Radcliffe. Il teologo rifletterà insieme ai giovani sul significato di essere cristiani nel mondo contemporaneo e, in modo particolare, di come la fraternità possa accompagnarli ad essere discepoli. Il convegno è aperto a tutti e sarà trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube della Pastorale Giovanile di Milano.

Lo scorso 21 novembre, gli educatori hanno avuto la possibilità di incontrare Frère John di Taizè e il dialogo si aprirà ripartendo dalla sua riflessione: “Siamo chiamati a diventare esseri per gli altri e questo si esprime in esperienze di comunità”. Fare casa si traduce nell’opportunità di uscire di casa, conquistare la propria autonomia e assumersi le proprie responsabilità. Quando si vive insieme si impara a misurarsi e a collaborare per far sì che tutto funzioni: si esce dall’individualismo e si inizia a fare parte di un gruppo a cui serve l’aiuto di tutti per andare avanti. A tutto ciò si aggiunge l’aspetto dell’interiorizzazione del Vangelo. Queste esperienze sono caratterizzate da semplici appuntamenti quotidiani che permettono ai giovani di maturare anche lavorando sull’aspetto spirituale.

Come dimostra la ricerca #VitaComune promossa da ODL (Oratori Diocesi Lombarde), questo tipo di iniziative sono spesso riservate agli adolescenti e consumate in brevi periodi. Ora l’obiettivo comune può essere quello di proporre l’esperienza alzando l’età media dei partecipanti e aumentando il tempo da trascorre insieme. Esperienze più durature possono aiutare i giovani a maturare e la Chiesa, oggi, è sempre più chiamata a diventare domestica e familiare rispondendo concretamente ai bisogni delle giovani generazioni. I giovani lo desiderano e l’hanno testimoniato anche tramite le loro attese condivise in occasione del Sinodo dei Vescovi sui giovani.

La sfida a cui la Chiesa è chiamata non è semplice e non ha una soluzione precisa e immediata, ma si può essere spronati, ancora una volta, dalle parole di papa Francesco: “Creare relazioni forti esige la fiducia che si alimenta ogni giorno di pazienza e di perdono. E così si attua il miracolo di sperimentare che qui si nasce di nuovo; qui tutti nasciamo di nuovo perché sentiamo efficace la carezza di Dio che ci rende possibile sognare il mondo più umano e, perciò, più divino”. Camminare e riflettere insieme, inoltre, può essere un ottimo punto di partenza per dare sempre più importanza a questo tipo di crescita.

 
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Ufficio pastorale età evolutiva