Articolo
Jojo Rabbit
Un film per non dimenticare
di Chiara Savio
 
 
Un bambino che indossa un’uniforme pronto al suo addestramento quotidiano: il trailer di Jojo Rabbit inizia così, quasi invitando il pubblico a calarsi nella Berlino del 1945. Il Terzo Reich è vicino al collasso e Jojo è un ragazzo di dieci anni cresciuto e indottrinato dal regime nazista. Il protagonista vive con sua mamma e ha come amico immaginario Adolf Hitler a cui chiede spesso consiglio sul da farsi. La vita di Jojo è basata sugli insegnamenti e le convinzioni imposte dal Reich che cadono a seguito di un incontro inaspettato. Un giorno Jojo scopre che sua mamma Rosie sta nascondendo una ragazza ebrea di nome Elsa. Le convinzioni di Jojo sono a rischio e la diffidenza iniziale si trasforma lentamente in amicizia. Il protagonista matura e si trova davanti a una nuova visione del mondo.
 
Anche la trama della pellicola segue la crescita personale del ragazzo. Da un inizio pirotecnico con scene che hanno dell’esilarante, il film arriva a toccare argomenti drammatici come la guerra e la Shoah. Il regista Taika Waititi, nonché interprete dell’amico immaginario di Jojo, riesce nell’intento di creare una trama basata sul legame tra risata e riflessione creando una commedia dolce e amara allo stesso tempo. I sorrisi lasciano il posto all’apprensione e alla commozione riguardo il futuro di Jojo e la sua amica. Waititi riesce a parlare di Shoah in modo leggero e allo stesso tempo intenso, calando lo spettatore nella quotidianità della capitale tedesca negli anni del conflitto mondiale. Il racconto si sviluppa in un’atmosfera ironica, ma non per questo manca di profondità, intensità e sensibilità. Jojo sperimenta il male e il dolore, mette in discussione tutte le sue idee ed è capace di farsi guidare dalla sua spiccata sensibilità. Proprio l’umorismo che caratterizza la pellicola può essere una chiave di lettura importante per chi guarda. Un nuovo modo per porre l’attenzione su argomenti dolorosi e complicati da trattare.
A riconoscere l’importanza della pellicola sono anche le sei candidature al premio Oscar tra cui anche quella per miglior film. Jojo Rabbit è una storia che sprona alla riflessione e alimenta il dibattito. Può essere utilizzato con i ragazzi in diverse attività andando a riscoprire tematiche importanti. Una su tutte è la conoscenza che libera da ogni tipo di pregiudizio. Se si approfondisce la conoscenza di chi ci sta di fronte, tutti possono liberarsi dal pregiudizio e accettare a pieno la cultura, gli usi e i costumi di chi troppo spesso viene semplicemente etichettato come diverso.
 
Nel prossimo fine settimana Jojo Rabbit sarà disponibile nelle sale della comunità di Stezzano, Chiuduno e Spino d’Adda. Tutte le informazioni su orari e altri film in uscita sono disponibili sul sito www.bergamoalcinema.it. Un’occasione da non lasciarsi sfuggire per provare ad avere una nuova prospettiva su un passato che sembra lontano, ma anche sul nostro tempo. “Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare” – Liliana Segre. 
 
 
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