Articolo 04 maggio 2021
Il coraggio di cambiare
Oratorio Azzano

Stare accanto alle giovani generazioni, le più colpite dalle restrizioni, è una sfida che interessa gli oratori quotidianamente e anche molto da vicino. Da sempre si spendono su questo fronte con l’obiettivo di prendersi cura dei più giovani, dei più fragili e dei più dimenticati e neanche i continui cambiamenti dettati delle normative sono riusciti a fermare questa prassi. Le difficoltà incontrate sono tante, ma la volontà di crescere i ragazzi e star loro accanto ha sempre la meglio. Una motivazione, questa, che si realizza in piccoli gesti come videochiamate, incontri a distanza, attività pensate ad hoc per rispettare le normative e momenti di riflessione e preghiera per rileggere il tempo che si sta vivendo. Non servono azioni da supereroi, ma semplicemente esserci anche nella fatica di trovare una continuità. All’oratorio di Azzano, le attività si sono adatte alle diverse situazioni pandemiche con il coraggio di dare una nuova forma ai progetti.

Mentre la regione continuava a cambiare colore alternando la possibilità di incontrarsi alla distanza, l’oratorio di Azzano ha fatto nascere diverse proposte ed è stata coinvolta nella 24 ore per la pace promossa da Caritas. Don Andrea Perico, curato dell’oratorio di Azzano, insieme agli educatori e ai volontari dell’oratorio hanno sperimentato nuove vie per rimanere in contatto con adolescenti e giovani. “La prima azione è stata quella di proseguire gli incontri online rimodulando le tematiche in base ai mezzi a disposizione. Quando è stato possibile, abbiamo incontrato gli adolescenti in presenza -spiega don Andrea-. La difficoltà più grande è riuscire a trovare una continuità sia nel coinvolgimento dei ragazzi che nel pensare i progetti. Non esiste una soluzione perfetta, ma ci si può adattare”.

Tra i progetti adattati in corso d’opera c’è anche quello legato alle felpe dell’oratorio. Inizialmente, era stato pensato per coinvolgere gli adolescenti in un’esperienza nell’ottica del servizio, ma poi è diventata un’occasione per mettere in contatto le giovani generazioni e la parte più adulta della comunità. Anziché lavorare da soli, i ragazzi sono stati parte di una grande macchina in cui ciascuno aveva il suo ruolo. Agli adolescenti è stata affidata la parte di progettazione e pensiero delle felpe dell’oratorio. Loro hanno realizzato le frasi e loghi di base che poi sono stati realizzati grazie all’aiuto di giovani e anziani della comunità. L’iniziativa ha avuto un grande successo e, grazie a questa preziosa collaborazione, ha raggiunto tutte le case di Azzano.

Questo è stato anche un tempo caratterizzato dalla formazione. L’oratorio ha partecipato anche al Corso Centrale coinvolgendo i giovani direttamente in presenza. “Il Corso Centrale è stato svolto in presenza proiettando la proposta UPEE nel nostro salone principale -prosegue don Andrea-. Poterci incontrare ci ha dato la possibilità di confrontarci sulle tematiche affrontate con dei rimandi in tempo reale”. Anche la collaborazione con il territorio non è mancata. Gli adolescenti sono stati coinvolti in una proposta per accompagnare gli anziani nelle fasi più dure della pandemia. Il progetto consisteva nel consegnare alcuni libri a coloro che non potevano uscire di casa: un segno tramite cui si realizzava la vicinanza della comunità.

Con l’estate alle porte, l’oratorio ha chiamato a sé i giovani con l’obiettivo di progettare insieme il prossimo Cre-Grest e tutte le proposte del periodo estivo che sarà un tempo importante per la socialità dei più piccoli. Mentre si incomincia a intravedere l’estate, l’oratorio di Azzano è stato coinvolto anche da alcune realtà ecclesiali della nostra Diocesi per organizzare la 24 ore per la pace progettata in base alle normative anti-contagio. “Il territorio di Azzano è stato chiamato a partecipare come uno degli organizzatori della 24 ore per la pace. L’oratorio e il progetto giovani del comune stanno collaborando nella realizzazione di alcuni stand collocati in punti diversi di Azzano. I nostri volontari si sono messi a disposizione creando delle proposte che facessero risuonare l’enciclica ‘Fratelli Tutti’ sia nelle grandi sfide globali sia nella quotidianità. Per costruire la pace, infatti, si parte dai piccoli gesti che si possono compiere ogni giorno e ciascuno può fare la sua parte come spiega anche il testo scritto da Papa Francesco”. La 24 ore per la pace giunge alla sua tredicesima edizione e “Il Risiko della Pace – Perché la pace va rischiata” sarà il titolo dell’edizione che si svolgerà ad Azzano nel fine settimana. Anche questo è un modo di essere oratorio, un modo per prendersi cura dei più piccoli guardando al futuro.

 
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