Articolo 07 ottobre 2020
Mettersi all'ascolto per rinascere
Oratorio Berbenno

Ripartire è il verbo del momento. Lo si sente ripetere spesso con toni e declinazioni differenti, ma è presente nella quotidianità di tutti. È un mantra che si replica di continuo e che è entrato a far parte delle nostre vite. Quando a ripartire è una comunità, però, tutto assume proporzioni diverse. Ci si interroga sui bisogni delle persone, si cerca di capire quali siano le esigenze delle famiglie e quali, invece, i punti saldi da cui ricominciare. La ripartenza assomiglia più ad una rinascita con domande e sfide da affrontare giorno per giorno. Don Michele Lievore, parroco dell’unità pastorale di Berbenno, usa proprio il termine ‘rinascere’ per descrivere l’inizio di questo anno pastorale. “La parola ripartenza è molto utilizzata negli ultimi giorni, ma credo che sia più adatto parlare di rinascita -spiega-. Rinascere è un atto impegnativo e mai scontato. Non si tratta di un ‘tana libera tutti’ con cui possiamo tornare alle nostre abitudini come se nulla fosse. È un modo per ripartire chiedendosi quali siano, ad oggi, le priorità della comunità”.

Dai primi giorni di settembre il Consiglio Pastorale ha cominciato a trovarsi per individuare i bisogni delle famiglie e tentare di dare una risposta concreta come Chiesa. Il gruppo rappresenta le parrocchie di Berbenno, Blenno e Selino Alto e si è messo subito al servizio di tutti accogliendo e accompagnando le comunità al ritorno delle funzioni ordinarie. Quello che è andando delineandosi è un nuovo stile parrocchiale definito da scelte condivise per ripartire insieme. Durante l’estate, le nuove linee guida sono state tradotte in un atteggiamento di cura per i più piccoli grazie alla formazione di un’equipe di coordinatori e maggiorenni. Un gruppo con responsabilità nuove per rispondere a tempi nuovi.  “Si sta aprendo un nuovo capitolo –prosegue don Michele-. Oggi siamo nella fase dell’ascolto e vogliamo comprendere come supportare le famiglie con fede e carità. Ci sono tanti interrogativi, ma bisogna cogliere l’occasione che questo cambiamento offre”. È una svolta che coinvolge la comunità sotto ogni aspetto da quello più pratico a quello più riflessivo. Si pensa a come far ripartire la catechesi, ma anche a come i ragazzi e le loro famiglie stiano vivendo un periodo così ricco di novità.

Una cartina tornasole importante è il ritmo della comunità. Dopo un’estate all’insegna della cautela, l’aggregazione torna ad essere vissuta in maniera ridotta e le abitudini sembrano quasi rallentare in nome della prudenza. Lo stile di vita cambia anche per lasciar spazio ai pensieri. “Ogni famiglia sta tentando di capire quale sia la priorità da tenere come capo saldo -sottolinea don Michele-. Ciascuno ha idee diverse e sta rispondendo alle esigenze come meglio crede”.

Il contesto eterogeneo che si sta delineando all’interno della comunità è una sfida per tutti, ma in modo particolare per il Consiglio Pastorale che affianca don Michele. Insieme stanno cercando di capire da dove poter ripartire e come fare i primi passi di un rientro graduale. “La priorità emersa è sicuramente quella della missionarietà. Lasciandoci ispirare dalla lettera del Vescovo, desideriamo esserci dove la vita accade. Vogliamo che l’unità pastorale si riscopra come comunità, ma con uno stile missionario in grado di trasformarla in portatrice di Vangelo. In questa prima fase sarà importante mettersi all’ascolto di tutti. Domenica scorsa abbiamo dato la possibilità a ciascuno di esprimere i propri bisogni e i propri dubbi a chiunque ne sentisse la necessità. Tra il Vangelo e l’omelia, c’è stato un momento di riflessione comune e di ascolto. È un primo tassello, ma è importantissimo saper ripartire dall’ascolto”. Scegliere di mettersi a disposizione significa accogliere le necessità della comunità e l’oratorio non è da meno. Ascoltare e rinascere sono due azioni fondamentali anche per chi si prende cura dei più giovani. Il nuovo inizio dell’oratorio parte da qui.

‘Come hai vissuto durante il lockdown e come vivi il tuo essere cristiano in questi mesi/giorni di ripresa?’, ‘Quali sono i bisogni che senti più importanti, su quali vorresti che la tua comunità si impegnasse maggiormente?’ e, semplicemente, ‘Hai domande?’ sono le tre interrogazioni che hanno animato la riflessione a cui don Michele ha risposto con la sua omelia. A tutti è stata data la possibilità di raccontarsi in modo da raccogliere parole preziose da cui rinascere come comunità. Ciascuno ha potuto dare il proprio contributo per dare degli spunti da cui ripartire e riscoprirsi portatori di Vangelo. Provocazioni che evolvono diventando punti di partenza e linee guida per essere una comunità vera, viva e caratterizzata dalla missionarietà.

 
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