Articolo 21 ottobre 2020
Esserci per gli adolescenti
Oratorio Brembate Sotto
 
Il nuovo inizio degli oratori passa anche dal cam­mino con e per gli adolescenti. Dopo l’estate caratterizzata dal progetto Summerlife, riparto­no anche le attività più ordina­rie. Saranno proposte rese pos­sibili solo tramite alcune re­strizioni, ma accompagnate dall’entusiasmo che segna ogni nuovo inizio. Questa domeni­ca, all’oratorio di Brembate Sotto, c’è stato il primo incon­tro per gli adolescenti. Il nuovo percorso è iniziato con la par­tecipazione degli adolescenti alla messa domenicale e gli educatori sono fiduciosi ri­guardo a questo nuovo inizio. “Sto vivendo questa ripresa con il solito entusiasmo anche se ripartiremo in un modo nuovo, senza la classica setti­mana dedicata agli adolescenti a cui eravamo abituati -rac­conta Manuel Arioldi, educa­tore e giovane dell’oratorio di Brembate-. Oltre alla voglia di ricominciare, c’è anche la con­sapevolezza di qualche cam­biamento rispetto agli anni scorsi. Tutto ciò, però, non ci frena. Ci sono molte attenzioni messe in atto, ma partiamo co­me sempre carichi a mille”.

Il percorso inizia con qual­che accortezza in più per la si­curezza di tutti. Per questo motivo gli educatori sono stati formati per andare incontro alle esigenze sia degli adole­scenti che delle normative. “Noi educatori -prosegue Ma­nuel- abbiamo fatto degli in­contri formativi per partire il più pronti possibile in una si­tuazione segnata dalle restri­zioni. Ci siamo detti che ciò che conta è ripartire, esserci per gli adolescenti”. Il deside­rio di non lasciar soli gli adole­scenti è stato chiaro sin dallo scorso giugno con la riapertura dei cancelli. Con la proposta estiva Summerlife, portata avanti con la collaborazione dell’amministrazione comu­nale, l’oratorio di Brembate ha subito creato delle occasioni di incontro. Questi momenti so­no stati spazi di svago e re­sponsabilità fondamentali dal punto di vista relazionale co­me spiega Manuel: “Durante l’estate abbiamo avuto l’oppor­tunità di incontrare gli adole­scenti con la proposta ‘Sum­mer Night’. L’attività è stata un buon banco di prova, anche se ora la situazione è diversa e torniamo a metter testa a delle proposte più riflessive. Ogni annata avrà un percorso carat­terizzato da argomenti diversi, ma ciò che ci accomunerà tutti sarà la rilettura della situazione che ci trovia­mo a vivere e sperimentare tutti i giorni. Il vissuto dei mesi precedenti non potrà abban­donare le tematiche dei per­corsi”.

 

Negli ultimi sette mesi, la pandemia ha cambiato repenti­namente le abitudini di tutti. La rilettura del vissuto degli adole­scenti sarà alla base dei percor­si. “Capire quali siano i bisogni degli adolescenti è complicato. Lo era già prima, ora è davvero una sfida. Ogni ragazzo ha le sue esigenze. Penso che noi educa­tori scopriremo quali siano i bi­sogni degli adolescenti solo ac­compagnando i loro passi”. Sa­rà, quindi, una scoperta gradua­le che intercetterà la crescita umana non solo degli adole­scenti, ma anche degli educato­ri. Bisogna procedere “Con il passo giusto” come suggerisce il cammino formativo messo a di­sposizione dall’UPEE.

 

 
Accompagnare gli adole­scenti lungo il cammino signi­ficherà prendersi cura delle nuove incertezze nate dalla pandemia. Il bisogno è quello di avere dei capi saldi a cui fare riferimento in un mare in tem­pesta: “Oggi, più di ogni altro periodo della nostra vita fino­ra, si naviga a vista. Questo mo­do di fare lascia crescere in ciascuno di noi molte incertez­ze che negli adolescenti si fan­no sentire in un modo ancora più deciso e intenso. Per que­sto motivo la priorità educati­va si può riassumere in uno scopo. Bisogna spronare i ra­gazzi a non abbattersi e a con­tinuare a lavorare per i propri sogni”. In un presente confuso e stravolto dalla pandemia, ciò che non può e non deve essere trascurato è il futuro dei ragaz­zi. Nonostante la pandemia, la vita prosegue e la sfida di ogni cristiano è cogliere questa si­tuazione come un’occasione di cambiamento. Gli educatori dell’oratorio di Brembate, in­sieme al loro curato don Da­niele Carminati, lavorano e si formano da circa un mese per aiutare gli adolescenti a rileg­gere questo tempo e a vivere al meglio la loro fede. È un’in­tenzione precisa che fa capire quali possono essere i prossimi passi: “Nella confusione dei nostri giorni, siamo chiamati a educare gli adolescenti a dare il massimo -conclude Manuel-. È una situazione nuova in cui ci troviamo tutti un po’ smarri­ti ed è fondamentale stargli accanto. L’importante è conti­nuare a sostenerli nel trovare la loro strada”. Parte un nuovo inizio caratterizzato da discer­nimento e fede.
 
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