Articolo 14 settembre 2021
Ripartire "alla grande" si può
Oratorio Carobbio degli Angeli
Ripartire “alla grande” insieme si può, soprattutto se a dare la spinta è l’entusiasmo di tanti adolescenti in prima linea. All’oratorio di Carobbio degli Angeli, le attività non si sono mai fermate, nemmeno ad agosto. L’energia del CRE ha contagiato e coinvolto gli animatori a tal punto da non voler più tornare a casa. O meglio, tanto da trovare una nuova casa pronta ad accoglierli: l’oratorio. Si può semplicemente dire che questo spazio è rimasto “aperto per ferie” senza mai lasciare sola la comunità e le giovani generazioni. In tutte le serate del mese di agosto, l’oratorio ha accolto tantissimi tra ragazzi e adolescenti, organizzando delle attività o lasciando spazio all’informalità. La comunità di Carobbio degli Angeli è da sempre abituata a riprendere il cammino dopo la pausa estiva con un cambio di ritmo, ma quest’anno è stato diverso.

L’iniziativa “Ripartiamo alla grande” è stata una tappa di una via che è andata costruendosi dall’inizio dell’estate come racconta don Luca Moro, parroco dell’unità pastorale. “Finita l’esperienza del CRE, gli animatori ci hanno chiesto di poter continuare ad abitare l’oratorio anche se con forme diverse. Così abbiamo accolto la loro richiesta tenendo aperto per tutto il mese di agosto e coinvolgendo circa 150 ragazzi”. Da qui nasce anche la proposta “Ripartiamo alla grande” che, anziché limitarsi a una semplice festa di tre giorni, ha animato per due settimane la vita della comunità. “Insieme agli adolescenti e agli adulti che si sono resi disponibili -prosegue don Luca- abbiamo organizzato delle attività che si sono concentrate nelle prime due settimane di settembre. Oltre alle due gite in piscina e in montagna, ci sono stati due pomeriggi di gioco in diversi luoghi del paese che sono poi confluiti in oratorio per il momento della preghiera. Queste attività sono state caratterizzate dall’occasione dell’incontro con l’altro. Lì i ragazzi hanno potuto conoscere realtà diverse dalla loro e comprendere le usanze di altre culture. È stato un momento prezioso per continuare a tessere legami con tutta la comunità. Anche ai bambini della scuola materna è stato dedicato un pomeriggio di lettura creativa in cui hanno potuto rivedersi in contesto più informale”. Gli ultimi tre giorni dell’iniziativa sono stati scanditi dalla festa dell’oratorio dove la comunità ha potuto incontrarsi per ricominciare insieme tra giochi e momenti da condividere prima di riprendere con la vita ordinaria.  

Il progetto ha coinvolto non solo gli adulti, ma anche molti adolescenti che, dopo l’esperienza del CRE, non hanno voluto fermarsi. Il loro entusiasmo è stata la scintilla che ha innescato tutto il processo. “Gli adolescenti sono stati importanti nella realizzazione della proposta. Ancora una volta hanno rivestito il ruolo dell’animatore, ma con più consapevolezza nel prendersi delle piccole responsabilità: si sono lasciati coinvolgere, si sono presi cura dei più piccoli e hanno vissuto dei momenti di socialità importanti. È stata un’esperienza significativa perché, per la prima volta, siamo riusciti a vivere l’oratorio nuovo con loro. Le difficoltà della pandemia ci hanno messo alla prova e riuscire a coinvolgere gli adolescenti non è stato sempre facile. Nel momento in cui abbiamo potuto chiamarli ad essere protagonisti, hanno risposto bene e siamo felici di aver dato loro la possibilità di trovare un oratorio pronto ad accoglierli come una vera casa”.

Dopo aver vissuto l’ultimo anno e mezzo con ritmi rallentati e nuove idee per venirsi incontro, ora si iniziano a vedere i primi segni di ripresa. Più che una ripartenza, all’oratorio di Carobbio degli Angeli si può parlare del desiderio di proseguire ogni giorno con più forza e più convinzione di prima. “Questa proposta più che una ripartenza, è un segno di riconvocazione – conclude don Luca-. Non ci siamo mai fermati e l’estate appena trascorsa lo può testimoniare. In oratorio c’è tutta la volontà di continuare a prendersi cura dei ragazzi. Questo tempo è stato vissuto come una riconvocazione per sentirsi nuovamente una comunità che cammina insieme”. Settembre è da sempre tempo di progettazione. Nonostante la pandemia non sia ancora finita, ora si può ragionare con più serenità guardando al futuro. È un pensiero da concretizzare insieme per non lasciare sole le nuove generazioni.  È proprio vero: questo è un tempo di riconvocazione in cui ciascuno può fare la sua parte per aiutare l’oratorio ad essere ancora una casa per tutti.
 
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