Articolo 18 maggio 2021
Fare rete per l'estate
Oratorio Immacolata

Tra i tanti insegnamenti che la pandemia ha consegnato alla nostra società, il più importante è sicuramente legato a un senso di comunità che è andato ampliandosi. Nell’iconica piazza San Pietro deserta dello scorso 27 marzo, Papa Francesco aveva evidenziato il concetto con forza: “Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme”. Realizzare queste parole nel concreto non è semplice o né tanto meno immediato, ma è una sfida da cui tutti, oratori compresi, possono trarre nuova linfa per abitare l’oggi. In questo momento gli oratori hanno iniziato a immaginare la prossima estate tra il ritorno alla socialità, l’organizzazione del Cre-Grest e il far vivere alle giovani generazioni un’esperienza significativa: tutti aspetti realizzabili al meglio se si sceglie di mettersi in rete come sta accadendo nella parrocchia di Sant’Alessandro in Colonna di Bergamo in cui l’oratorio dell’Immacolata gioca il ruolo di regista all’interno delle diverse collaborazioni che vanno via via creandosi.

L’esperienza dell’anno scorso è stata un buon apripista per il lavoro in atto oggi. “Il tutto è ancora in costruzione -racconta don Nicola Brevi, curato dell’oratorio dell’Immacolata- ma la rete si sta definendo su diversi livelli. Sicuramente la prima collaborazione è quella con il quartiere. Desideriamo far conoscere la città ai nostri ragazzi e lo faremo attraverso tante prospettive come l’incontro dei lavori svolti in questa zona, la scoperta dal punto vista artistico e culturale grazie all’aiuto dalla fondazione Adriano Bernareggi e al Museo delle Storie di Bergamo e anche gli aspetti più legati alle tradizioni e alla spiritualità”. La rete parte dal quartiere, ma si amplia a coinvolgere tutta la fraternità ed entrare in dialogo con il comune di Bergamo.

Ogni realtà che collabora con l’oratorio dell’Immacolata ha un ruolo ben preciso. Ciascuna contribuisce portando la propria esperienza e mettendosi al servizio della comunità. L’istituto comprensivo Mazzi, per esempio, valorizza la professionalità all’interno del progetto. Alcuni maestri d’arte, invece, daranno una mano nella realizzazione di nuovi laboratori. Persone legate al mondo culturale, alla sfera scientifica, allo sport e alle mansioni artigianali sproneranno i ragazzi a scatenare la propria fantasia e tutta la loro creatività: un aspetto fondamentale dopo un tempo caratterizzato dalle restrizioni.

All’interno della rete, l’oratorio si pone nel ruolo del regista come sottolinea don Nicola: “L’oratorio fa semplicemente ciò che fa la Chiesa: raccoglie a sé e mette insieme le persone. È un po’ come se fosse il direttore d’orchestra. Armonizzare i diversi strumenti non è sempre facile, ma ci si aiuta affinché tutto vada per il meglio”. Dal 14 giugno al 9 luglio, questo ruolo sarà ancora più cruciale per rendere possibile il Cre-Grest perché l’oratorio non accoglierà solo i più piccoli, ma anche adolescenti e giovani desiderosi di mettersi in gioco.

“Il poco di molti farà il miracolo -conclude don Nicola-. Se ciascuno contribuisce mettendo a disposizione la propria conoscenza e il proprio operato al servizio della comunità, allora si possono fare cose grandi. La pandemia ci ha fatto capire che nessuno si salva da solo e che la collaborazione è la risposta alle nuove sfide che abbiamo di fronte. Il territorio della città è in constante movimento e qui si possono incrociare davvero molte esperienze. L’importanza della rete sta nel camminare insieme tutti nella stessa direzione”.

 
 
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