Articolo 16 marzo 2021
Progetti per rinascere
Oratorio Nembro

La sofferenza e il dolore hanno indelebilmente segnato l’anno appena trascorso. La comunità di Nembro è stata tragicamente colpita, però le difficoltà e le sfide hanno spinto tutti, in particolare i giovani dell’oratorio, ad attivarsi, facendo nascere in loro la voglia e il desiderio di aiutare il prossimo, di comunicare, di raccontare i propri pensieri e di mostrare che, nonostante tutto, è possibile rialzarsi e migliorarsi insieme.  

Questa voglia di fare ha spronato i giovani dell’oratorio di Nembro a impegnarsi più che mai per la comunità dando origine a nuovi progetti e idee per consolidare e diffondere (pur mantenendo le regole del distanziamento) il senso di fratellanza e di appartenenza al loro paese.

In questo spirito di rinascita e ripartenza è nato il progetto radiofonico “Senti Chi Parla” grazie all'incontro e alla collaborazione di tre gruppi dell’oratorio - Il Nembro Giovane, On Air e Migliori di Così - che, in modalità diverse, cercano di intrattenere, informare e coinvolgere i giovani e tutta la comunità. I ragazzi si sono messi alla prova e, sfruttando il desiderio di esprimere la propria opinione e di mettersi in gioco, hanno pianificato strategicamente il lancio di una nuova radio, avvenuto il 31 gennaio 2021 e che ha riscontrato un particolare successo in tutto il paese.

“Senti Chi Parla” però è più di una radio, è un nuovo progetto editoriale completamente digitale che ha l’obiettivo di dare una voce alle idee dei ragazzi per i ragazzi, ma non solo. È suddiviso in nove rubriche pubblicate su tutti i siti di streaming (tra cui YouTube, Spotify, Spreaker, Google podcast e molti altri) tre volte alla settimana: il lunedì, il mercoledì e il venerdì. Ogni rubrica ha il proprio taglio: si parla tra amiche, si discute di musica, libri, cinema, si intervistano persone, si cercano buone notizie o fatti che invitino all'attivismo, si scopre il territorio e si sorride dei commenti della gente. Tutto ciò, però, viene raccontato da ragazzi e giovani che si approcciano al mondo a modo loro.

Per cominciare questa avventura i preparativi sono stati molti. Dopo svariati incontri per raccogliere le idee e iniziare a porre le fondamenta di questo progetto, si è partiti con la produzione dei primi episodi caratterizzati da alcune gaffe, molte risate e diverse revisioni per migliorarsi attraverso critiche costruttive e garantire al progetto di evolversi e perfezionarsi.

Insieme a “Senti Chi Parla” sono state sviluppate diverse idee e durante questa quaresima, tempo di riflessione e impegno, l’oratorio di Nembro si è fatto promotore di un’altra interessante iniziativa: Fraternopoly.

Fraternopoly si basa sull’enciclica “Fratelli tutti” di papa Francesco e, partendo dal famoso gioco del Monopoly, la celebrazione del capitalismo, ne ribalta la logica: non vince chi più accumula, ma chi più condivide. L’obiettivo del gioco è infatti fare scambi che sostengano l’amicizia fra i popoli.

Don Matteo Cella, curato dell’oratorio, descrive così la nuova creazione: “I giocatori possono arrivare fino a cinque, uno per ogni continente. C’è un tabellone identico a quello del Monopoli, lo scopo è arrivare nelle caselle degli altri continenti, stringere relazioni e guadagnare il gettone dell’amicizia. I giocatori possono giocare le carte che rappresentano le risorse come arte e cultura, cibo, medicina, mezzi di trasporto, forza lavoro e tecnologia. In ogni situazione viene chiesto di mettere a disposizione una di queste risorse in base alle necessità e c’è anche la possibilità di contrattare”. Questo gioco ha lo scopo, anche se a distanza, di aiutare i bambini e le loro famiglie a ritrovare la materialità, la bellezza dell’azione pratica e di insegnare il valore dello scambio e della condivisione. Inoltre, seppur “la comprensione delle situazioni e la contrattazione siano di difficile comprensione per i più piccoli, il sogno è che i ragazzi un po’ più grandi, trovando nomi e riferimenti, abbiano lo stimolo per andare a informarsi”.

Anche in questa occasione i giovani hanno mostrato interesse e voglia di fare progettando il gioco aiutati da Don Matteo e i suoi collaboratori, sperimentandolo in prima persona, costruendolo e distribuendo in tutte le case più di seicento copie. È in questo spirito di fratellanza e condivisione che i giovani e la comunità si sono riavvicinati, mostrando la loro resilienza e la capacità e volontà di ripartire, ricominciare e rinascere.

 
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