Articolo 14 ottobre 2020
Tutti hanno qualcosa da donare
Oratorio Seriate
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Il nuovo inizio degli oratori parte da lontano, parte dalla riapertura dei cancelli dopo quattro mesi in cui si è stati abituati agli incontri online. Il cambiamento che è stato messo in moto grazie alla ripresa con il progetto Summerlife. L’esperienza estiva inizia a dare in primi frutti proprio in questi giorni. Grazie alle collaborazioni attivate, le energie messe in campo e la generosità di chi ha donato il suo tempo, oggi, in oratorio, si ricomincia con un passo nuovo. All’oratorio di Seriate sono molti i volontari che hanno reso possibile il progetto tra fatiche e restrizioni, ma anche tante soddisfazioni. Oggi scelgono di donare il loro tempo ancora una volta per il bene dei ragazzi. “Mettersi in gioco quest’estate ha significato cercare di mantenere la cura di ragazzi e bambini nelle modalità possibili” racconta don Fabiano Finazzi, curato nella parrocchia di Seriate. “C’erano molte regole da rispettare -prosegue- ma grazie alla generosità e alla disponibilità dei volontari siamo riusciti a realizzare un progetto che ha saputo rispondere alle esigenze dei più piccoli e delle loro famiglie. Inoltre, abbiamo avuto l’opportunità di collaborare con diverse realtà sul territorio”. La rete del progetto Summerlife ha fatto nascere preziose collaborazioni con il gruppo Officina Giovani della cooperativa Impronta che ha coordinato i laboratori delle associazioni con l'oratorio e ha dato una mano nella progettazione e revisione educativa. Anche alcuni giovani del Clan degli scout di Seriate hanno dato la loro disponibilità. Il loro aiuto è consistito nel far vivere una settimana di Summerlife ai bambini dello spazio compiti che si era concluso prematuramente per via della pandemia. “Queste collaborazioni preziose sono state davvero un bel segno per rivedere bambini e ragazzi che da febbraio non si erano più visti, soprattutto stranieri. Quest’esperienza ha messo in risalto la rete e le sue collaborazioni agli occhi della comunità”.

 

Con la ripartenza delle scuole e delle altre attività che intercettano i ragazzi, è apparso subito chiaro il bisogno di uno spazio che potesse accogliere i più giovani anche nell’informalità e nel semplice stare insieme. “L’esigenza più comune che manifestano i ragazzi è quella della relazione -spiega don Fabiano-. Hanno bisogno di relazioni buone, relazioni che li aiutino a crescere. È importante dar loro uno spazio in cui poter incontrare qualcuno e poi Qualcuno di più importante”. Dalla lettura delle esigenze nasce un nuovo modo di accompagnare i ragazzi. Don Fabiano e gli educatori dell’oratorio di Seriate hanno iniziato a confrontarsi su questo fronte dandosi due direttive: “Il primo obiettivo è quello di mantenere le relazioni con e tra i ragazzi, mentre il secondo è quello di responsabilizzarli. Abbiamo notato che, dandogli un compito, gli adolescenti si sentono più coinvolti e partecipi nella vita dell’oratorio. Sentiamo un forte bisogno di mantenere viva la responsabilità. Mettendo in gioco e in risalto le qualità di ciascuno di loro puntiamo a farli crescere anche sotto quest’aspetto perché ognuno di noi ha qualcosa da dare”.

 

Gli obiettivi prefissati sono chiari e il gruppo degli educatori sta lavorando al nuovo cammino che accompagnerà gli adolescenti. Oltre alla cura dei ragazzi, la particolarità è di mantenere lo sguardo sulla vita chiedendosi ‘come essere sani in questo mondo’. Gli incontri partiranno dal pensiero di Papa Francesco e dal materiale messo a disposizione della diocesi andando a favorire un’esperienza che metta in risalto le relazioni e ciò che ciascuno può donare all’altro.

La situazione che ci troviamo a vivere ha consentito di poter metter ordine nella vita di ciascuno e, anche, quella degli oratori. In un periodo caratterizzato dagli interrogativi, le risposte possono essere delle priorità da cui ripartire. Il punto fermo dell’oratorio di Seriate si gioca in chiave educativa. “Capire quali siano le priorità non è assolutamente semplice -conclude don Fabiano-. Sicuramente l’educazione dei ragazzi è al centro della questione. Lo scopo delle riflessioni e dei confronti con tutti i volontari è far percepire alle persone il loro valore. Il contributo di ciascuno è significativo e importante. Il nuovo inizio dell’oratorio parte dalla condivisione degli sguardi e dalla capacità di osservare i nuovi scenari che ci troviamo di fronte. Vogliamo far passare il messaggio in modo diretto. Nessuno è così povero da non poter donare nulla, nessuno è abbastanza ricco da non poter ricevere nulla”.

 
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