Articolo 27 luglio 2021
La gratuità aiuta a superare le paure
Oratorio Sovere

Lo scorso anno la nostra parrocchia non ha organizzato il Cre, ma quest’anno abbiamo accettato di metterci in gioco tra regolamenti per evitare il contagio e tanta voglia di ritornare. Grazie a questa esperienza siamo riusciti ad accogliere circa 120 bambini e bambine in oratorio distribuiti sulle cinque settimane previste dal lunedì 28 giugno al venerdì 30 luglio. A questi occorre aggiungere un nutrito gruppo di animatori adolescenti che si sono messi a disposizione diventando per tutti i bambini e ragazzi come delle sorelle e dei fratelli maggiori.

 

Non vi nascondiamo che gli inizi sono stati marcati dalla preoccupazione di dover gestire tutto in “bolle” e di rispettare le norme per prevenire il contagio. Le regole, però, sono state acquisite da tutti molto rapidamente e adesso siamo più sereni e più concentrati sul gioco e la sua valenza educativa. Nel nostro paese, Sovere, abbiamo la possibilità di usufruire di numerosi luoghi che ci hanno permesso davvero di giocare sulle sue piazze. Gli oratori di Sovere, Piazza e Sellere, il parco Silvestri, il parco del filatoio accanto al fiume Borlezza, il santuario Madonna della Torre e tanti percorsi in mezzo al verde sono diventati dei luoghi iconici per il nostro Cre.

Siamo stati inoltre al laghetto di Rogno, dove abbiamo scoperto cos’è il rugby e ci siamo divertiti andando in bici a Monasterolo sul lago di Endine. Questa varietà di luoghi ha permesso di evitare la routine e l’assembramento, cosicché ogni giorno i ragazzi potessero sperimentare qualche novità. Quanto ai vari atelier, invece, abbiamo avuto tantissime opportunità a disposizione. Fotografia, cucina, pittura (grazie al quale abbiamo decorato il muro del nostro oratorio) e iniziazione al Kung Fu sono solo alcuni dei laboratori che sono stati messi in gioco.

Attraverso queste poche righe voi lettori scorgete solo la “scatola” del Cre. Il contenuto fatto di sorrisi, abbracci, competizione, voglia di giocare, desiderio di incontrarsi, preghiera e tanta gratuità non si può vedere. Non perché vogliamo nasconderlo o perché siamo gelosi. Semplicemente perché “l’essenziale, è invisibile agli occhi” come sussurra il piccolo principe. Anche la gratuità lo è: mette in moto tutto quello che vi abbiamo raccontato, ma è invisibile. O meglio, bisogna aguzzare bene la vista per vederla in ogni singolo gesto di cura fatto al Cre. Un grosso, caloroso, entusiasmante Hurrà a tutti!

 
Unisciti anche tu!
Iscriviti alla newsletter per scoprire per primo le ultime storie e i nostri eventi
Ufficio pastorale età evolutiva