Articolo 02 febbraio 2021
Animazione a distanza
Oratorio Taglino

Abituarci a nuove consuetudini: questo è l’imperativo che, da ormai un anno, ci spinge a ripensare la nostra vita, il nostro lavoro e le modalità con cui teniamo vive le nostre relazioni. Questo vale anche per la vita in Oratorio che si è dovuta declinare in forme nuove. A volte la scelta è stata obbligata e digerita faticosamente, altre volte, invece, ha dato buoni frutti. 

In occasione della giornata di San Giovanni Bosco, qui all’Oratorio di Tagliuno abbiamo sempre proposto un momento di gioco pensato dagli adolescenti per i bambini della comunità: così il salone si riempiva di voci, sorrisi e schiamazzi che coloravano l’ambiente inondandolo di vita. Gli ingredienti erano semplici, ma il successo garantito. Un format che quest’anno non abbiamo potuto riproporre. La tentazione del lasciar passare la data, di sperare in tempi migliori è stata forte, ma continuare a procrastinare, sperando in un prossimo futuro, non ci avrebbe fatto crescere, non ci avrebbe permesso di essere comunità. Abbiamo scelto, invece, di sfidare questo tempo e di scommettere in un oratorio nuovo, un oratorio in uscita. Ci siamo detti: se i bambini non possono venire da noi, andremo noi da loro. Come? Organizzando una festa in Zoom. 

Tutto è cominciato con la condivisione del momento della Messa in cui Don Cristiano ci ha accompagnato nel ripercorrere la vita di Don Bosco, capace di scommettere sul cuore dei ragazzi a cui ha offerto un’opportunità per scoprirsi e rilanciarsi. In seguito, le famiglie sono state invitate a collegarsi tramite un link con il teatro dell’Oratorio dove gli adolescenti erano pronti ad accoglierli per coinvolgerli in prove di canto, balli e giochi. Non vere e proprie sfide, visti i numerosi partecipanti, ma prove in cui sperimentarsi come famiglia sotto l’abile regia degli adolescenti che, sfidando l’imbarazzo, hanno risposto con coraggio a questa nuova proposta. Ben distanziati in diretta dal palco del teatro hanno animato l’ultima (sperando di non doverci ricredere) domenica di zona arancione. E se proprio in quella domenica gioca l’Atalanta? Abbiamo pensato anche ai nostri piccoli (e grandi) tifosi. A lato del palco è stata allestita una piccola postazione per seguire in diretta la partita e dare aggiornamenti in tempo reale a tutti coloro che erano in collegamento. 

Volevamo che i bambini vedessero, in mezzo a questa complessità ed incertezza, degli esempi da guardare per provare a gustare e non solo a desiderare momenti di gioia autentica. Il nostro è stato un tentativo che non ha la pretesa di risolvere la situazione, ma è stato il nostro modo per dire che l’Oratorio continua a essere comunità educante anche con il Covid. Chi vive e anima l’oratorio ha a cuore i ragazzi e sa quanto sia stato difficile per loro abbandonare il tempo della scoperta quotidiana per vivere nell’attesa. La voglia di ritornare a vedersi è tanta, ma, consapevoli della responsabilità cui siamo chiamati, proviamo a dare una risposta semplice e concreta ai bisogni della nostra comunità. Come San Giovanni Bosco ci ha insegnato: non importa che sfide ti mette davanti la vita, ciò che conta è riuscire a trovare lo stimolo per rimboccarsi le maniche e, coraggiosamente, continuare a sognare. Non è il luogo o l’iniziativa in sé che creano un Oratorio, ma è lo spirito di chi lo vive e che con tenacia continua a farsi testimone dei valori autentici che l’hanno sempre caratterizzato. 

 
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