Articolo 05 gennaio 2022
Christmas Time
Oratorio Terno d'Isola
Di fronte a delle difficoltà ci possono essere diversi modi per reagire, ma, forse, il più carico di energia e speranza è quello caratterizzato dalla creatività. Davanti agli ostacoli della pandemia, l’oratorio di Terno d’Isola ha scelto di ascoltare e andare incontro ai bisogni della comunità animando il tempo di Natale con i suoi giovani e i suoi adolescenti. “Christmas time” è un’iniziativa d’animazione nata l’anno scorso per incontrarsi nonostante le restrizioni: anziché organizzare dei campiscuola, l’oratorio ha scelto di giocare in casa organizzando giochi e attività per i più piccoli.
“Questa è la seconda volta che organizziamo la proposta Christmas Time -spiega don Luca Bertulessi, curato dell’oratorio di Terno d’Isola-. Animiamo il tempo del Natale seguendo le impronte del Cre-Grest e dedicandoci prima alla fascia d’età dei preadolescenti e poi a quella degli adolescenti. L’attività si svolge tutta in oratorio per andare incontro alle necessità delle famiglie organizzando un’attività sicura e alla portata di tutti”. Dopo aver concluso l’esperienza con i ragazzi delle medie, in questi giorni l’oratorio di Terno sta accogliendo gli adolescenti per vivere un nuovo tempo della proposta “Christmas Time”.

Oltre al “modello” del Cre-Grest, l’esperienza è caratterizzata dalla valorizzazione dei messaggi del Natale. Quotidianamente i ragazzi, guidati dagli animatori e da don Luca, si soffermano su alcuni brani di Vangelo natalizi mettendo in evidenza le parole che più parlano a questo tempo. Così facendo non solo si anima il periodo natalizio, ma si rimarca il senso di ciò che si vive evidenziandone i perché.
Tra le tante motivazioni per mettersi in gioco in un’esperienza simile, ce n’è una che spicca su tutte: “Imparare la bellezza di stare con i ragazzi” come sottolinea Francesco Bravi, uno degli educatori. “Nonostante i giochi e le attività organizzate siano semplici, ci rendiamo conto di vivere qualcosa di unico. Nella semplicità riusciamo a creare dei legami, a rafforzare le relazioni e dare valore al gruppo. Ciò che viviamo ci unisce e non può che raccontarci quanto sia bello incontrarsi e condividere delle esperienze insieme. Così si dà valore anche a ciò che si vive”.

Il messaggio che gli educatori sperano di aver lasciato ai ragazzi può riassumersi così: basta davvero poco per ritrovarsi a vivere qualcosa di unico. Per far sì che il messaggio arrivi a destinazione, però, occorre starci, mettersi in gioco e dire il proprio “ci sono”. Il tempo c’è ed un’occasione preziosa da non lasciarsi scappare. “Avevamo la possibilità di far vivere un tempo buono ai nostri ragazzi -conclude don Luca- e così ci siamo messi in gioco. I giovani e gli adolescenti hanno usato la loro creatività per mettersi al servizio della comunità e del Vangelo. È bello vedere la gioia e l’entusiasmo degli adolescenti spesi in questo senso. Il servizio che compiono è fondamentale per creare dei legami forti che sappiano di Vangelo. In ogni passo fatto insieme, la finalità spirituale c’è sempre perché noi siamo dei testimoni e con il nostro fare mediamo il messaggio che vogliamo lasciare a questi ragazzi. Sappiamo che è un impegno a lungo termine che porterà frutto in futuro, ma speriamo di aver lasciato qualcosa di bello a chi abbiamo incontrato e che quel “qualcosa” lo sproni un giorno a mettersi al servizio del prossimo”.  
 
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