Articolo 26 aprile 2022
Sapete sempre come stupirci: continuate a farlo!
Una lettera per tutti gli adolescenti
Cari adolescenti!
Sapete sempre come stupirci: per questo vi diciamo un grande grazie! Di ritorno da Roma, mentre recuperiamo le energie e i ricordi si fanno strada tra i pensieri, la parola che più teniamo a dirvi è grazie! Grazie perché con la vostra presenza, la vostra gioia e il vostro “fare chiasso” avete sorpreso tutti. Nessuno si aspettava che 80.000 adolescenti avrebbero scelto di trascorre la Pasquetta a Roma per incontrare Papa Francesco e nessuno poteva aspettarsi una risposta così sentita dagli adolescenti bergamaschi. 2600 di voi si sono svegliati all’alba di lunedì per vivere un’esperienza diversa e, allo stesso tempo, unica. Dopo due anni in cui voi siete stati le principali “vittime” delle restrizioni, in questi giorni avete avuto la possibilità di essere i “protagonisti” di una bellissima ripartenza.

Due anni fa, la pandemia ci ha tolto l’aria e anche la possibilità di relazionarci. Quando si prova la mancanza di qualcosa di essenziale come la possibilità di stare insieme, la voglia si tramuta in desiderio. E la vostra grande presenza al pellegrinaggio ci ha detto di come le giovani generazioni siano ancora capaci di grandi desideri. Non vivete solamente di voglie passeggere, ma di sogni che sono in grado di guidarvi lungo la vita. In tutto questo, noi grandi torniamo a casa da Roma con più responsabilità e con tanta voglia di lavorare con e per voi. Nei nostri oratori, che in più occasioni in questi ultimi due hanno dimostrato di voler costruire qualcosa di bello insieme a voi, ora sappiamo che non è più tempo di essere solo prudenti, ma di incarnare quella stessa audacia che ha reso possibile quanto abbiamo appena sperimentato.

Ciò che abbiamo vissuto insieme a Roma è frutto non solo del vostro desiderio di esserci, ma anche del lavoro e dell’impegno dei vostri sacerdoti e dei vostri educatori. Anche a loro rivolgiamo un grande grazie! Sono loro che ogni giorno nei percorsi per voi adolescenti, così come nella quotidianità e nell’informalità, sono lì accanto a voi e non vi lasciano mai soli. Il loro è un lavoro importantissimo senza il quale esperienze come queste non sarebbero possibili. Si sporcano le mani per regalarvi ciò che in passato è stato donato anche a loro con la stessa gratuità. Solo così, ce lo ricordavano anche in Piazza San Pietro, l’oratorio diventa un luogo di incontro prezioso che ancora oggi è in grado di regalare tanto alle giovani generazioni. Lì è possibile crescere insieme – adulti, giovani e adolescenti – all’unisono seguendo lo stesso passo e condividendo momenti preziosi. È questo ciò che lo rende così speciale e che lo fa essere più che un luogo, quattro mura in cui stare. L’oratorio è uno stile che rimane dentro e può essere “portato in trasferta”, come abbiamo sperimentato in questi giorni a Roma.

Ora sta a tutti noi proseguire questo cammino insieme. Voi adolescenti ci avete stupito perché questa grande partecipazione è stata frutto di un lavoro che parte da lontano e che ora continua più spedito che mai. Si prosegue, rileggendo i giorni vissuti a Roma e guardando all’estate. Tutto l’entusiasmo e l’energia respirati in questi giorni si potranno concretizzare nei prossimi passi che speriamo possano rendervi ancora più protagonisti. Potrete tornare a giocarvi come animatori al Cre, ma non solo. Ciascun oratorio potrà proseguire il cammino e il lavoro rispondendo alle esigenze della propria realtà. Noi adulti con il “coraggio di buttarsi nella vita”. A voi adolescenti il compito di guidarci con il vostro “fiuto per la verità”: insieme proveremo a sostenerci e a incoraggiarci per poter vivere la vita nel pieno della sua bellezza. Perché – come ci ha ricordato Papa Francesco – la vita è bella ed esiste per essere condivisa. E in oratorio, insieme, questo è un sogno che può diventare realtà ogni giorno.
 
Don Emanuele Poletti, direttore UPEE
 
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