Articolo 13 aprile 2021
Pensiamo all'estate dei nostri ragazzi
L'appuntamento su BergamoTV

Pensare all’estate è un atto di speranza e gli oratori, ancora una volta, rispondono “presente!”. Venerdì scorso, durante la trasmissione “Bergamo in diretta”, è iniziato il percorso di preparazione in vista dei Cre-Grest. Nell’arco della serata sono intervenuti diversi ospiti con altrettante prospettive, ma con in comune una caratteristica preziosa: la speranza. Il programma condotto da Giorgio Bardaglio ha ricostruito il quadro storico attuale evidenziando una stanchezza fisiologica, ma anche un forte desiderio di ritorno alla normalità.

I Cre-Grest possono essere davvero un bel modo per reagire e una possibile risposta arriva anche dal mondo dell’educazione. A sottolinearlo è proprio Papa Francesco in un video-messaggio rilasciato da Vatican News per solleticare le istituzioni alla creazione di un patto educativo globale. “Educare -dice il pontefice- è scommettere sul futuro, significa dare speranza”. Tornare a parlare di Cre-Grest dopo quasi due anni e a quasi un anno dall’esperienza dell’Estate Ragazzi, fa proprio ben sperare. Il buon auspicio viene immediatamente confermato dal dottor Luca Lorini, direttore del Dipartimento di Emergenza e Area Critica dell’ASST-PG23: “Stiamo percorrendo l’ultimo chilometro di un percorso lungo e faticoso. Senza rallentamenti nelle produzioni, abbiamo calcolato che raggiungeremo l’immunità di gregge per il primo di luglio. Ciò non significa che vivremo un’estate senza precauzioni, ma grazie ai vaccini e al clima favorevole ci avvicineremo molto alla normalità”.

Ora la palla passa dai medici agli educatori che sono chiamati a prendersi cura dei protagonisti delle restrizioni. L’informalità per esprimersi liberamente e sperimentare il proprio essere è il bisogno più avvertito dagli adolescenti. Andare incontro a questa necessità significa coinvolgere i ragazzi con delle proposte alte. Lo evidenzia prima il professor Enrico Morosini, insegnante del Liceo Lussana, e poi il dottor Pierpaolo Triani, pedagogista dell’Università Cattolica di Milano. “I ragazzi vivono un forte desiderio di tornare al contatto, alla normalità e alla leggerezza – spiega Triani-. Vogliono riprendersi la vita. Noi adulti abbiamo la possibilità di aiutarli costruendo con loro il prossimo futuro. Dobbiamo essere veramente riconoscenti per il sacrificio che hanno fatto fin qui. I giovani hanno dimostrato un grande rispetto per i più fragili. Ora meritano un loro spazio per realizzarsi e gli oratori saranno una risorsa preziosa in questa operazione”. Ciascuna comunità cristiana, ognuna con le proprie declinazioni, sarà chiamata ad accogliere l’estate come un’opportunità.

Sarà come confezionare un abito su misura in base alle esigenze del territorio perché a progettare l’estate non si è mai soli. Lo scorso anno ci ha insegnato che camminare insieme non è solo possibile, ma dona anche maggior forza alla proposta e a testimoniarlo sono le parole di don Luca Bertulessi, curato dell’oratorio di Terno d’Isola. Ricordando l’esperienza di Summerlife, don Luca ha evidenziato come la rete territoriale sia stata fondamentale all’interno del processo: “L’estate ha stimolato la fantasia e le energie dell’oratorio, del territorio e delle tante associazioni di volontari che si sono rese disponibili per realizzare il progetto. È stata la risposta che la comunità di Terno d’Isola ha voluto dare dopo i mesi di profonda crisi”. Il vantaggio della rete, inoltre, non si esaurisce al termine dell’esperienza, ma può essere alimentata anche durante l’anno con delle iniziative ad ampio raggio che arrivano ad includere tutti vissuti dei ragazzi. Lo stesso moto di inclusione diventerà necessario per rianimare la comunità dopo più di un anno di pandemia. Gli oratori saranno chiamati ad “andare a suonare i campanelli” come sottolinea Vittorio Bosio, presidente nazionale del CSI, in modo rendere i Cre un ponte per tornare a incrociare le vite di ciascun ragazzo dal vivo. L’accoglienza si innescherà solo se si sarà in grado di andare incontro ai ragazzi comprendendone i vissuti.

Nonostante le numerose sfide, la grande questione rimane legata agli adolescenti. Con Summerlife, il loro contribuito è stato ridotto per ragioni dovute alle normative, ma il prossimo CRE si prospetta diverso anche se ancora ricco di interrogativi. “Il protagonismo degli adolescenti negli oratori è sempre stato il motore dell’estate – spiega don Michele Falabretti, responsabile del Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile-. Si diventa educatori passo dopo passo grazie all’esperienza. È importante che i ragazzi possano continuare a sperimentare questo servizio e speriamo che la prossima estate possano tornare a viverlo a pieno”. Quella che si ha di fronte è un’estate di speranza, un’opportunità per accogliere le esigenze della comunità. “Gli oratori non si sono mai fermati e occorre dire un grande grazie a tutti coloro che si spendono quotidianamente” ha concluso don Emanuele Poletti ricordando come manchino davvero pochi passi per concludere il cammino verso la normalità. È tempo di mettersi in gioco, scendere in campo pieni di entusiasmo e vincere la partita con e per i giovani non dimenticandosi mai di loro.

 
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Ufficio pastorale età evolutiva