Articolo 20 aprile 2021
Hurrà... arriva l'estate!
Presentazione Cre-Grest 2021

Guardare all’estate in un’ottica di speranza non è solo importante, ma doveroso nei confronti dei ragazzi che sono stati protagonisti delle restrizioni fino a questo momento e quando si pensa al periodo estivo il Cre-Grest è più di una conseguenza logica: diventa un’occasione di incontro e strumento di socialità per tutta la comunità pronta a rimettersi in gioco dopo un anno complicato. Venerdì, in diretta sul canale YouTube di OratoriBG, è andata in onda la presentazione del Cre-Grest “Hurrà -Giocheranno sulle sue piazze”, il secondo passo di un cammino che accompagnerà gli oratori fino all’estate e anche oltre. Il Cre-Grest, infatti, non è un’esperienza che si esaurisce tra giugno e luglio, ma può avere degli effetti positivi anche durante il resto dell’anno.

La sua importanza e la sua influenza a lunga onda porta inevitabilmente a riflettere sul perché. Perché fare il Cre-Grest? Perché rimettersi in gioco dopo un anno così complicato? Le ragioni che possono spingere un oratorio ad esserci nella prossima estate sono svariate, ma sono tre quelle che spiccano di più. Si propone l’esperienza del Cre-Grest perché è un bisogno, un sogno e un atto di responsabilità come ha evidenziato don Emanuele Poletti, direttore UPEE, all’inizio della serata. “Il nostro vescovo Francesco ci ha chiesto di servire la vita dove la vita accade -ha ricordato- e oggi la vita dei bambini, dei ragazzi, degli adolescenti, dei giovani e delle famiglie ha bisogno di ritornare alla socialità. Torniamo a proporre il Cre-Grest come occasione e strumento di incontro. È un modo per tutte le parrocchie e tutti gli oratori di mostrarsi fraterni, ospitali e prossimi. Ognuno per quel che può, ciò che conterà sarà esserci”. L’estate ravviva il desiderio di costruire una comunità intergenerazionale, coinvolta e capace di mettersi al servizio delle esigenze manifestate. Occorre, però, realizzare questo desiderio consegnando una responsabilità a chi si renderà disponibile dai giovani agli adolescenti fino alla rete territoriale. Saranno tutte presenze e collaborazioni preziose, capaci di arricchire la proposta grazie a una comunità unita dall’obiettivo di fare il bene dei ragazzi.

Nell’arco della serata sono intervenuti diversi ospiti per spiegare le sfaccettature del tema del gioco che accompagnerà gli oratori quest’estate. Il titolo “Hurrà” richiama l’esclamazione di un bambino divertito, mentre il sottotitolo “Giocheranno sulle sue piazze” è un versetto di Zaccaria che riconsegna un’immagine vitale di ciò che vuole e può davvero essere la Chiesa. La tematica viene approfondita con tre declinazioni pedagogiche che aiutano a inquadrare l’efficacia del gioco. “Giocare è un’azione senza tempo e senza età -spiega Dalila Raccagni, ricercatrice e pedagogista dell’Università Cattolica di Milano-. Il gioco è un’esperienza essenziale per l’uomo che scopre la sua identità attraverso questo strumento. Quando si gioca non si è mai soli e ciò permette a tutti di mettersi in una condizione di reciprocità che sprona all’incontro. Inoltre, sprona anche la creatività tramite cui l’uomo ha l’occasione di reinventarsi”. Giocare è una cosa seria come serio è l’impegno che ogni educatore si prende all’inizio del Cre-Grest, educatori a cui sono stati regalati quattro ‘must have’ per giocarsi davvero in questa esperienza: sorriso, scarpe da battaglia, disponibilità e una palla per mettersi in gioco come comunità.

A sostegno della realizzazione delle declinazioni pedagogiche c’è il manuale si fa in quattro, o meglio in tredici fascicoli più CD, per sostenere ogni aspetto della proposta. Il sussidio unico lascia il posto a un insieme di fascicoli con diverse declinazioni. “La parola che ci ha guidato nella realizzazione di questo manuale è spacchettamento -spiega Federica Crotti, formatrice UPEE-. Abbiamo immaginato dei fascicoli che potessero essere distribuiti attorno al tavolo di progettazione del Cre-Grest dove si costruisce il progetto unitario, ma in cui ciascuno ha un suo compito”. I tredici fascicoli rispecchiano tredici sguardi differenti che vanno dal coordinatore all’animatore fino a tutte le attività connesse all’esperienza estiva come la storia, la musica, le attività, i giochi e i laboratori.

Nella preparazione del Cre-Grest, gli oratori saranno accompagnati anche da un percorso formativo promosso dalla diocesi nell’intento di sostenere i primi formatori: gli educatori sul campo. Gioco, animazione, progettazione e relazione educativa saranno i focus su cui concentrarsi e i destinatari non potranno che essere gli adolescenti, i maggiorenni e i coordinatori. Alla formazione si aggiunge l’animazione fatta tanti eventi sparsi per tutta la diocesi. Torneranno i CREzy Night, la festa degli animatori, i Vaffambagno, ArtexiCRE e IncontraCRE, ma ci saranno anche delle novità come l’IncontraCRE serale pensato gli adolescenti e le proposte sportive in collaborazione con il CSI di Bergamo rimodulate per rispettare tutte le normative vigenti.

La presentazione del Cre-Grest Hurrà ha consegnato motivazioni e strumenti a tutte le comunità cristiane e siamo solo all’inizio. Passo dopo passo torneremo a vivere l’entusiasmo estivo nel presente. Questo percorso non vuole essere un modo utopistico di vedere il mondo, ma una via per accompagnare gli oratori nel reagire al tempo che si sta vivendo in modo tale che non vada perduto e che tutti possano dire a gran voce il loro “Presenti, noi ci siamo!” e vivere un’estate da “Hurrà”. Il cammino è ancora ai blocchi di partenza, ma già da oggi si possono immaginare le azioni tramite cui proseguire. Sarà fondamentale studiare il mondo con occhi buoni, una mente lucida e creativa e, allo stesso tempo, avere le mani in pasta per programmare il tutto con quello slancio che caratterizza l’inizio di ogni nuova avventura.

 
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