Articolo
Recitare insieme in oratorio
Il recital proposto dall'oratorio di Almè
di Michael Longhi

Un gruppo di adolescenti si ritrova ogni lunedì sera a preparare il recital dell’anno. Il salone dell’oratorio diviene il palco di un gran teatro.

Un’immagine
Ognuno indossa la propria maschera, recita la propria parte, diventa indispensabile per la buona riuscita dello spettacolo. Ci si mette in gioco in modi differenti in questo gruppo: chi lavora dietro le quinte, chi si occupa delle scenografie e degli abiti; ci sono gli operatori del suono e delle luci; gli attori, il suggeritore, il regista e molti altri. Il lavoro è impegnativo ma divertente. Ogni piccolo errore dà adito ad una risata collettiva: ridendo, il recitare diventa più piacevole. E prova dopo prova, lunedì dopo lunedì, il gruppo si diverte, si unisce, cresce.

Una domanda:
perché fare un recital?

Questo è un esempio di quello che sempre più si verifica nei nostri oratori. La scelta del recital, come proposta da fare agli adolescenti, vede aderire numerose realtà parrocchiane della nostra diocesi. Ma perchè scegliere di vivere questa esperienza? Innanzitutto perché un recital ha una duplice valenza educativa: il ragazzo che vi partecipa lavora su se stesso e sui rapporti interpersonali. In primo luogo l’adolescente viene aiutato a giocare con la propria persona, con i propri talenti e limiti; ci si sperimenta in un contesto diverso da quello di tutti i giorni, lontani da tutte quelle convenzioni quotidiane che bloccano e regolano il nostro agire. Si è liberi quindi di mettersi in gioco senza timori o paure, conoscendosi sotto nuovi aspetti.
Successivamente c’è la dimensione interpersonale: non si è soli a recitare un ruolo. Nasce l’occasione per crescere insieme, per creare legami di fiducia, per dar vita ad un vero e proprio gruppo che grazie all’esperienze, alle fatiche ed alle gioie di un recital, diventa compatto e ricco. Ulteriori elementi positivi da non dimenticare sono la presenza di obiettivi e regole: tutti i componenti del gruppo hanno un fine ultimo comune e l’ascolto delle regole permette di raggiungerlo molto più facilmente. Infine la ricchezza di sentirsi fondamentale e unico: anche il collaboratore con una piccolissima parte può influire sulla buona riuscita del lavoro e ciò lo rende importantissimo. Sono solo alcune delle molte considerazioni che si possono fare attorno a tale proposta formativa...

Una realtà
L’oratorio Beato Papa Giovanni XXIII di Almè è uno tra quelli che hanno scelto di far vivere l’esperienza di recital ai propri ragazzi. «In principio Dio creò il cielo e la terra…» è il risultato di due anni di lavoro che hanno interessato non solo giovani ma ben 160 persone tra attori e collaboratori vari. «Più gente viene coinvolta, meglio è» afferma soddisfatto don Mauro Tribbia, curato dell’oratorio e coordinatore del tutto, «il recital mette di fronte una marea di gente che si confronta: fa bene ad un oratorio, crea comunità, crea comunione.» L’idea di questo lavoro nasce dalla proposta di due anni fa dell’ufficio della pastorale sociale alla sensibilizzazione sul tema della cura dell’ambiente. L’intero progetto è stato ideato e pensato dallo stesso curato che, accompagnato da alcuni volontari, ha sritto e composto tutta la sceneggiatura. Sotto l’attenta regia di Mario Rota sei mesi di lavoro intenso sono bastati alla realizzazione vera e propria dello spettacolo. «Il coinvolgimento è ad ampio specchio – continua don Mauro – non solo come numero ma come differenza d’età: ciò rende ricco il nostro recital». Vengono infatti coinvolti nella rappresentazione componenti di varie età: si parte dai bambini della scuola dell’infanzia fino ad arrivare ai molti adulti, passando per il grande gruppo dei ragazzi. E alla domanda del perché un recital in oratorio, il curato risponde senza esitazioni: «perché è bello, ma proprio bello. Ti può impegnare un bel po’ di tempo e di energie, ma unisce anche tantissima gente. Si lavora, ci si confronta, a volte si litiga, ma alla fine si cresce insieme. Ciò che ti lascia nel cuore è molto: amicizia, allegria, emozioni».
Un risultato, quello dell’oratorio di Almè, che ha certamente ripagato le fatiche e l’impegno dei tanti partecipanti.
Già tre volte presentato in parrocchia all’inizio dell’estate, avrà ulteriore replica il primo novembre prossimo alle ore 16,30 al teatro Serassi, Villa d’Almè. Uno spettacolo per chi vuol assaporare la bellezza di un recital, di una scelta che unisce vite, persone ed emozioni. Due ore di danze, musiche, immagini, recitazione che non lasciano indifferente lo spettatore, offrendogli numerosi spunti di riflessione. Una proposta da non perdere assolutamente.
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Ufficio pastorale età evolutiva