Articolo
TeatroSi, Musical d'Oratorio
Da vent'anni a regalare emozioni
di Irma Gervasoni

Partiamo dal nome. La compagnia è nata circa vent’anni fa ragionando intorno alla domanda che alcuni si ponevano e che, sostanzialmente voleva dare risposte sulla possibilità di nuove forme di aggregazione. Opportunità che andassero oltre la catechesi ma che la sostenessero in modo indiretto.
- Teatro? Qualcuno proponeva.
- Sì! Fu la risposta di allora.

Ed ecco spiegato il nome della compagnia che da allora cavalca con fortuna la scelta compiuta.

Allora, vent’anni fa si era all’inizio di un percorso audace; nessuno sapeva dove si sarebbe andati a finire. Era una sfida giocata, allora, su bambini e ragazzi della scuola dell’obbligo e che frequentavano l’oratorio.
Di allora ricordiamo l’emozione di un inizio faticoso, splendido e la partecipazione a grandi eventi quali il concorso «Ragazzi in Gamba» di Chiusi (Siena) … ed altri meno noti ma non per questo meno vissuti!
Poi un periodo di pausa, di ripensamento e la Compagnia è ripartita alla grande anche grazie al contributo di don Gianluca Brescianini, direttore dell’Oratorio Seminarino dal ‘97, che non solo appoggiava l’iniziativa, ma che decideva di farne parte come attore.

E così via per una nuova avventura, un’altra sfida che stavolta non andava più a toccare ragazzi e bambini ma tutte la fasce d’età del quartiere e dell’Oratorio .. due parole quindi sulle caratteristiche di questo gruppo.
Attualmente la compagnia è formata da una cinquantina di attori, da un gruppo di tecnici (studenti universitari), da costumiste e scenografe insieme a chi è addetto ai contatti con il pubblico, con la stampa…
E’ un gruppo misto: una decina di ragazzi, una quindicina di giovani ed, infine, il grande gruppo degli adulti.

Da alcuni anni la compagnia ha scelto di inserire alcuni ragazzi diversamente abili: una ricchezza per tutti! Inoltre si è pensato di orientare le scelte di rappresentazioni sul musical, genere difficoltoso, ma che offre a tutti la possibilità di esserci. C’è infatti chi è in grado di cantare e chi di fare prosa, chi è attore completo e chi caratterista, chi è protagonista e chi coro….ma tutti, tutti ugualmente importanti in una storia che vede l’interazione come finalità ultima. Insomma, fare teatro in oratorio oggi, fare musical ... perchè?
Forse le risposte sono molte e forse ognuno può dire la sua come... perché fare teatro piace, perchè è bello costruire insieme, perché emoziona il palcoscenico, perché si possono comunicare valori in modo alternativo, perché il mio amico è lì, perché è terapeutico…
Ma all’Oratorio si è anche scelto di rappresentare musical che offrano una proposta valoriale, che facciano divertire e riflettere, che siano lievi e profondi!

Ed ecco allora la scelta di musical quali Exodus, Il sogno di Giuseppe, Madre Teresa ed attualmente Pinocchio.
Scelte che non sono necessariamente avvolte dalla noia del Sacro, anzi … scelte che portano in scena anche messaggi di valore o religiosi con leggerezza, spigliatezza, freschezza.
Chi fa parte del TeatroSi dell’Oratorio Seminarino è consapevole della finalità del gruppo che è anche quella di usare il linguaggio teatrale per suscitare domande, per far riflettere e divertire, per far pensare oltre che quella di passare alcuni momenti gradevoli assistendo a eventi particolari.

Parlando con gli attori, l’altra sera, al termine di uno spettacolo al teatro Cristal di Lovere, chi scrive chiedeva il perché della loro scelta del TeatroSi, compagnia d’Oratorio, compagnia così eterogenea. Jacopo rispondeva: «Ci sto bene: è da quando aveva sei anni che sono con voi ed ora ne ho ventisette».

Oppure Giulia che afferma che il bello è proprio lì, la possibilità di confrontarsi tra grandi e piccoli, lei che da studentessa universitaria di matematica sembrerebbe dover essere così razionale. O ancora Martina che dice solo che far parte della compagnia è un valore aggiunto. Mi piace anche ricordare come le persone più grandi, trentenni, quarantenni dicano che l’approccio al gruppo sia qualcosa di magico, «senti subito il calore dell’accoglienza». Mi piace pensare a Francesca che ha iniziato il suo percorso teatrale allora ed oggi è ancora lì con Bibi, la sua bambina…
Come direbbe il curato della compagnia stessa siamo riusciti a costruire una grande famiglia, lì ci si sente a casa!
E questo è veramente il valore più grande!

Come non ricordare e non chiedersi come mai, tante persone, da anni impegnate nei musical ci siano ancora! Non è merito di nessuno ma di tutti! Fare musical è per noi, prima di ogni altra cosa, fare casa, fare famiglia. Chi scrive non ha l’illusione che tutto vada solo e sempre bene! Tenere in piedi un gruppo non è facile, serve darsi da fare, tollerare, accogliere, crescere umanamente e teatralmente!
Fare musical per noi è anche avere l’opportunità di sostenere progetti umanitari con quelle competenze teatrali che ci siamo costruiti, è dare voce con la nostra presenza ad eventi a favore dello sviluppo della ricerca, dei progetti missionari e scolastici, di quelli a favore dei disabili.

Insomma … TeatroSi in Oratorio? Sì, si può e può anche essere che l’Oratorio offra la qualità.
Molte volte, al termine dei nostri spettacoli, ci siamo sentiti dire «non sembrate una compagnia d’Oratorio», quasi a pensare che oratorio e qualità siano tra loro distanti!
Sì, siamo una compagnia d’Oratorio e ne siamo contenti soprattutto se oggi e domani sapremo regalare, con il nostro lavoro, sorrisi, speranza, e perché no, qualità e competenza in tutto quello che andremo a rappresentare.
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