Articolo 14 settembre 2021
I preadolescenti al centro della ripartenza
Oratorio Adrara San Martino
Il desiderio di incontrarsi, l’energia da regalare e uno spazio da abitare: è così che nasce l’idea di “Tornado”, un’esperienza che all’oratorio di Adrara San Martino ha coinvolto una trentina di ragazzi durante la prima settimana di settembre. Appena concluso il CRE, molti tra preadolescenti e adolescenti hanno manifestato la loro voglia di proseguire con le attività in oratorio e gli educatori non si sono lasciati scappare l’occasione. Con l’aiuto di don Andrea Papini, parroco della comunità di Adrara San Martino, Marta e Claudio, due educatori, hanno organizzato una settimana interamente dedicata ai ragazzi dalla prima media alla seconda superiore. È stata un’occasione per stare insieme, tornare a incontrarsi, ma soprattutto per dare spazio e ascoltare una fascia d’età un po’ trascurata nell’ultimo periodo.

Dal 31 di agosto fino all’8 di settembre, trenta preadolescenti sono stati accolti tutti i pomeriggi in oratorio per fare insieme i compiti e tante altre attività d’animazione. Il gruppo è stato suddiviso in due fasce d’età per realizzare le attività in sicurezza, ma è riuscito a vivere comunque una proposta basata sullo stare insieme. “A fine CRE abbiamo avvertito il desiderio dei ragazzi di vivere altri momenti in cui dedicarsi a loro e alle loro amicizie così abbiamo pensato di costruire una settimana a misura di preadolescente -spiega Marta Arnoldi, educatrice che collabora con l’oratorio-. Abbiamo avvertito il forte bisogno dei ragazzi di stare insieme e non potevano tirarci indietro”. Oltre ai compiti, i preadolescenti sono stati coinvolti con i laboratori sportivi guidati dal CSI di Bergamo, il laboratorio teatrale, il laboratorio di Brick Education basato sull’utilizzo dei Lego, la gita in piscina, la passeggiata e la sorprendente cena con delitto. A collegare tutti questi momenti è stato il tema del tempo. Questo argomento è stato un filo rosso prezioso grazie a cui i ragazzi hanno potuto riflettere sull’utilizzo che ne fanno ogni giorno. Gli educatori li hanno guidati nella riflessione facendoli soffermare sulle azioni e i gesti legati al tempo che può essere sia donato che sprecato. La scelta è sempre e solo nostra.

“Tutti i ragazzi hanno apprezzato molto il tempo che sono riusciti a trascorre insieme -prosegue Marta-. Questi momenti sono stati un toccasana perché, ultimamente, si sono sentiti un po’ trascurati. I preadolescenti vivono un’età delicata in cui si affacciano all’adolescenza, ma si sentono ancora bambini. Come educatori siamo chiamati a prendercene cura per non lasciarli soli tra i dubbi e la loro voglia di crescere. Oggi più che mai si trovano in una situazione complicata che non fa altro che aggiungere ulteriori interrogativi nella loro crescita. Grazie a questi giorni passati insieme, i ragazzi hanno riscoperto la bellezza e l’importanza dell’essere gruppo”. Se per i preadolescenti, questo è stato un tempo di riscoperta anche per l’oratorio è stata una settimana importante. “Durante le attività abbiamo avuto modo di ascoltare i ragazzi e  i loro bisogni -conclude Marta-. Abbiamo creato un contesto adatto a loro in cui hanno potuto esprimersi liberamente e sono stati ascoltati. Questo ha permesso all’oratorio di fare il punto della situazione. Dall’ascolto dei ragazzi speriamo possa rinnovarsi il coinvolgimento di quest’estate anche durante il resto dell’anno. Per la comunità è un punto di ripartenza in cui i giovani si rendono protagonisti per il bene dei più piccoli. È un segnale di ripresa che fa respirare e fa bene a tutti”.
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