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Favola d'Amore
Hermann Hesse
 

La favola di Hermann Hesse - illustrata dallo stesso - dedicata a Ruth Wenger, cantante lirica che divenne sua seconda moglie due anni dopo la pubblicazione del manoscritto.


"Favola d'amore" è un sogno, una visione, un presagio... una sensazione, una percezione, nulla di più: un anelito buttato lì in attesa che germogli.


Pictor è il pittore, l'artista che penetra il cuore battente del mondo, ed il mondo diventa colore: colori liquidi che si mescolano e sovrappongono, colori cangianti che si trasformano in suoni e percezione, in gusti che poi s'involano in ricordo e racchiudono in sè il senso di una vita.
 

In questo gioco di assonanze troppo abbaglianti Pictor smarrisce la strada, e per l'ansia di volare si abbarbica a terra con vecchie radici ed in esse si esaurisce: incatenato a terra dalla sua umanità, quella che non ha ma si ostina ad avere, a rimpiangere quel volo mai vissuto e quel coraggio mancato quando bastava desiderare. Fino all'amore, amore che arriva nel canto timido di una donna... piccola, fragile, pallida come la luna, ma che quando le è dato desiderare s'impiastriccia di quegli stessi colori e ne assapora il senso.
 

"Favola d'amore" è il canto della dualità, dell'uomo che da solo seppure abbia il dono di cogliere il senso nell'arte non può farne esplosione e vita, dell'amore come unica via, del fondersi per morire e rinascere ogni volta in una nuova forma: "Favola d'amore" è il canto della trasformazione, del continuo fluire d'immagini mescolate come unica ragione all'uomo e al suo essere... è il monito per il coraggio mancato, che stanco condanna alla terra mentre spiriti liberi inneggiano intorno; è la speranza per il coraggio, ch'è la perdita di un io fisso e tangibile in cambio di un io eterno e immortale; è la rinascita, che è l'infinito divenire nel flusso di molteplici esistenze."

 
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