#Oratiracconto 29 gennaio 2021
Solo insieme siamo oratorio
Oratorio Ghisalba

La festa di San Giovanni Bosco è ormai alle porte e domenica sarà un giorno speciale per tutti i nostri oratori. C’è chi coglierà l’occasione per riflettere sulla situazione odierna, chi sceglierà di dare sfogo alla propria creatività e chi, invece, si fermerà a pregare e dire il suo grazie nonostante le difficoltà. La scelta dell’oratorio di Ghisalba è stata quella di percorre tutte queste strade per festeggiare San Giovanni Bosco coinvolgendo tutta la comunità. Ancora una volta l’oratorio si fa casa accogliente per tutti. È un luogo in cui poter esprimersi liberamente traendo il meglio da sé, ma che, allo stesso tempo, non sarebbe ciò che è senza coloro che lo abitano. Bambini, ragazzi, adolescenti, genitori, adulti: tutti possono essere parte di questa grande famiglia.

“In occasione della festa di San Giovanni Bosco -racconta don Simone Pecis, curato dell’oratorio di Ghisalba- abbiamo creato delle proposte che potessero coinvolgere le diverse fasce d’età che abitano l’oratorio. Nella settimana dal 31 gennaio al 7 febbraio ci saranno dei momenti di preghiera su misura e due proposte legate alla sfera creativa”. A partire da domenica, l’oratorio di Ghisalba proporrà dei momenti di preghiera sia in presenza che tramite i social. Si comincia dall’adorazione eucaristica per tutti i volontari per poi passare al rosario in diretta YouTube con le famiglie. Una scelta, quella del rosario, che va ad evidenziare il legame tra San Giovanni Bosco e Maria, lo stesso che la comunità di Ghisalba vuole valorizzare con questa opportunità. Infine, in entrambe le domeniche, saranno celebrate delle messe a misura di bambino e preadolescente in un meccanismo in cui i più grandi accompagneranno i più piccoli nella riflessione.

Le proposte legate alla creatività sono due: “Puzzle Bosco” e il contest “Per me l’oratorio è…”. Tutta la comunità è chiamata giocarsi in due sfide diverse. L’iniziativa di “Puzzle Bosco” consiste nell’inviare una foto a don Simone o al proprio catechista per comporre un grande puzzle fotografico. “Per me l’oratorio è…”, invece, è una proposta con cui è possibile raccontare cos’è l’oratorio sfruttando la propria fantasia. “È ormai un anno che l’oratorio va avanti tra chiusure e aperture -prosegue don Simone-. Per questo motivo abbiamo scelto di proporre qualcosa che potesse far riflettere sul significato di questo luogo. Il puzzle fotografico sarà costruito con i volti di tutti coloro che sceglieranno di partecipare e l’insieme di tutte le foto, oltre a raccontare momenti di gioia, rappresenteranno il messaggio di San Giovanni Bosco: solo insieme siamo oratorio. Il concorso, invece, è una tradizione. Ogni anno proponiamo un’attività che possa far riflettere i ragazzi e, in questo tempo un po’ particolare, non potevano tirarci indietro. Ognuno con la propria creatività sta raccontando l’oratorio in tanti modi diversi. C’è chi ha scelto di preparare una torta, chi un disegno e chi una coreografia. Ci sono anche degli adolescenti in prima linea con il loro inno. Sono tutti modi per tener vivo l’oratorio in cui ciascuno è libero di esprimersi con i propri talenti e la propria fantasia”.

Festeggiare San Giovanni Bosco in tempo di pandemia sarà sicuramente diverso, ma può comunque riportare alla mente e valorizzare il significato di un luogo così caro e così accogliente. Il tutto senza dimenticare che l’oratorio è molto più di un luogo perché “solo insieme siamo oratorio”. 

 
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