#Oratiracconto 19 marzo 2021
Fare rete per il futuro
Oratorio Trescore

A più di un anno dalle prime esperienze digitali si può dire che gli oratori hanno affrontato davvero molte sfide tra aperture, chiusure e opportunità di mettersi al servizio in diversi modi. La zona rossa provoca ancora tante riflessioni. Forse la stanchezza inizia a farsi sentire e non lo si nasconde, ma le idee non mancano e la voglia di stare accanto ai ragazzi nemmeno. All’oratorio di Trescore Balneario è tutta la comunità a scendere in campo per accompagnare i più giovani. Grazie alla collaborazione con il comune e la cooperativa Crisalide, le attività proseguono a distanza e il cammino spirituale prende forma nei video scanditi dalle stazioni della Via Crucis.

“Quaresima in famiglia” e “Cerchio Aperto” sono le due iniziative che stanno animando i ragazzi dell’oratorio e tutta la comunità di Trescore Balneario. La prima proposta coinvolge i più giovani nella realizzazione di due video a settimana per pregare insieme, mentre la seconda è un’iniziativa di spazio compiti. “Dato che in questa Quaresima non ci si può incontrare -spiega don Ivan Giupponi, curato dell’oratorio di Trescore Balneario- abbiamo scelto di proseguire online il nostro cammino verso la Pasqua. L’obiettivo è quello di star accanto alle famiglie facendo entrare l’oratorio nelle case. Ci si ritrova e si prega insieme a distanza”. I video accompagnano la comunità ogni martedì e venerdì e per la realizzazione vengono coinvolti bambini, preadolescenti, adolescenti e giovani. Dopo una breve introduzione di don Ivan, i ragazzi si alternano nelle letture e nei momenti di riflessione che portano diversi punti di vista sul tema affrontato dalla stazione.

Il Cerchio Aperto, invece, è un servizio ormai storico nella comunità di Trescore Balneario. Nato da una collaborazione tra oratorio, comune e la cooperativa Crisalide, lo spazio compiti è andato avanti nonostante la distanza. “Quando abbiamo saputo della zona rossa -racconta Rosaria Cataldo, educatrice della cooperativa Crisalide- ci siamo subito chiesti come fare per stare accanto ai ragazzi. Confrontandoci con i volontari dell’oratorio abbiamo rivisto la forma dell’iniziativa e ora ci incontriamo online tre volte a settimana. Non solo aiutiamo i ragazzi a fare i compiti, ma li coinvolgiamo con giochi e attività con cui sperimentano anche cose nuove”.

Grazie alla disponibilità di tanti volontari, queste due iniziative proseguono il loro cammino insieme e con un fine comune: essere vicino ai più giovani della comunità. La sfida è impegnativa, ma c’è un’intera rete ad affrontarla come sottolinea Rosaria: “Queste tre realtà sono accomunate dallo sguardo educativo. La nostra alleanza si prende cura della crescita di ogni ragazzo sotto tutti gli aspetti e insieme aiutiamo i più piccoli a diventare le donne e gli uomini di domani”. La rete si prende cura del futuro e l’oratorio gioca la parte stando accanto alla comunità in questo nuovo tempo di zona rossa. “Oggi l’oratorio è chiamato a dimostrare tutta la sua vicinanza -conclude don Ivan-. Se le modalità che ci sono concesse sono quelle online non ci tiriamo indietro. Ho avuto rimandi positivi rispetto alle proposte perché le famiglie si sentono meno sole e parte di una comunità viva. Questo tempo ci tiene distanti, ma non ci impedisce di continuare ad esserci con attenzione, cura e dedizione verso le giovani generazioni”.

 
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