#Oratiracconto
Esserci per i ragazzi
Terno d’Isola
 

Pensare l’Estate Ragazzi è stata una vera e propria sfida per tutti gli oratori. In pieno lockdown, le idee erano accompagnate anche da alcuni dubbi e ci si chiedeva come e perché esserci in un’estate così inedita. Oggi, nel vivo dell’esperienza Summerlife, esserci è la risposta ai bisogni della comunità. Significa essere riusciti a raccogliere i vissuti di tanti ragazzi e averli spronati a riflettere. La proposta dell’oratorio di Terno si basa proprio su questo: lo stare insieme e la rilettura dell’esperienza dai ragazzi. Il tutto è stato reso possibile grazie al grande lavoro di rete tra le diverse realtà educative del territorio e ciò che la comunità sta vivendo ora è frutto di una collaborazione che ha mosso i suoi primi passi già ad aprile.

L’oratorio, il comune e le associazioni hanno dato vita a nuova proposta che potesse far bene alla comunità di Terno d’Isola. Grazie a questa collaborazione, il progetto Summerlife si è diramato in due iniziative: la prima per i bambini dell’asilo nido e della scuola materna, la seconda per bambini, ragazzi e adolescenti dai 6 ai 15 anni. “L’Estate Ragazzi è nata in collaborazione con l’amministrazione comunale e le associazioni del territorio -racconta don Luca Bertulessi, curato dell’oratorio di Terno d’Isola-. Il comune svolge il ruolo di responsabile, mentre l’oratorio attua il progetto. Le prime tre settimane sono state organizzate con l’aiuto del CIF (Centro Italiano Femminile) di Terno e le altre associazioni, invece l’ultima sarà interamente dedicata allo sport e sarà a cura delle associazioni sportive”.

All’interno del progetto Summerlife, ciascuno riveste un ruolo importante. Tutti contribuiscono per realizzare la proposta anche se in modo diverso rispetto al solito. Anche il ruolo del sacerdote è cambiato nell’estate post lockdown come spiega don Luca: “Negli anni scorsi ero abituato ad essere l’unico riferimento per la proposta estiva, mentre quest’estate è diversa. È diversa sotto tanti punti di vista. Ora la figura del prete gioca comunque un ruolo di referente, ma vivo l’esperienza in modo più tranquillo e sereno. Posso incontrare i ragazzi, mettermi in ascolto dei loro vissuti e aiutarli a riflettere. Il mio ruolo è ancora quello della guida, ma è emerso anche l’aspetto di chi accompagna. Questo lo si può notare anche nelle altre figure. I coordinatori e gli animatori prima erano abituati a guadare più alla totalità della squadra, mentre ora è possibile prendersi cura più nello specifico di ogni singolo ragazzo”. Un’attenzione che, nell’estate post-Covid, è fondamentale per rispondere al meglio ai bisogni dei ragazzi.  

“La nostra proposta si basa principalmente su due caratteristiche: lo stare insieme e la rilettura – conclude don Luca-. Gli obiettivi che ci siamo posti sono quelli di riprendere gli incontri dal vivo e la vita comunitaria. Sappiamo che il lockdown è stato un periodo di tensione e fatica, ma proprio per questo vogliamo farne tesoro. Ciò che stiamo vivendo farà parte del nostro bagaglio per sempre”. Lo scopo dell’oratorio e dalla rete con cui collabora è quello di non considerare questo come un tempo morto, ma come un’opportunità. Quest’estate può essere davvero un’occasione preziosa per uscirne migliori ed esserci, anche con semplicità, è ciò che conta.
 
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