Il Cantiere racconta il valore della preghiera

Papa Francesco ha indicato il 2024 come anno della preghiera: come metterla al centro?

“Un anno dedicato a riscoprire il grande valore e l’assoluto bisogno della preghiera”. Papa Francesco ha annunciato così, lo scorso 21 gennaio, un tempo dedicato a rimettere al centro la preghiera in vista dell’apertura della Porta Santa. Come si legge dal portale ufficiale, il Giubileo “è un tempo nel quale si sperimenta che la santità di Dio ci trasforma” e scegliere di indicare la preghiera come attenzione principale per tutto il 2024 significa preparare il cuore con una cura nuova e rinnovata dal “respiro della fede”. Provocati dal Santo Padre, la redazione de Il Cantiere ha scelto di sviluppare il nuovo numero attorno al tema della preghiera.

 

Dal titolo “Lo riconobbero”, il dossier di pastorale giovanile affronta la preghiera sotto diversi aspetti. La riflessione è guidata da un unico interrogativo: “Che cosa significa pregare nel 2024?” e l’interrogativo è stato posto a giovani, sacerdoti, religiose e musicisti che hanno potuto allargare le vedute e arricchire questo significato con il proprio vissuto. Perché il rischio che si corre quando si prega -sottolinea don Gabriele Bonzi, direttore UPEE, nel suo editoriale – è quello di utilizzare parole vuote, non abitate e animate dal proprio vivere. “È il rischio che corriamo con la preghiera: immaginarla come una semplice serie di parole. Rivolte a Dio, certo. Ma non per questo automaticamente sante e santificanti. La preghiera è, invece, forma di una relazione, quella tra l’uomo e Dio. E quella relazione ne è fonte e culmine. Del resto, l’iniziativa la prese Dio proprio così, aprendoci alla comunione con Lui, quando quella Parola si fece carne (“E il Verbo si fece carne” Gv 1,14). E di Parola e di pane si nutre ancora oggi la vita della comunità cristiana”.

 

Prossimo anche al tempo della Quaresima, il dossier a tema preghiera si pone inoltre come uno strumento per accompagnare con più consapevolezza gli adolescenti e i giovani verso la meta della Pasqua. “Lo riconobbero”, infatti, è anche il titolo del progetto elaborato per la Quaresima 2024 e nel commento al Vangelo in apertura de Il Cantiere, si evidenzia come la preghiera sia relazione e come, dunque, implichi anche un riconoscimento. “Lo riconobbero nel cuore che arde – scrive don Andrea Cuni Berzi, curato dell’oratorio di Mozzo-. San Paolo scrivendo ai Romani descrive la preghiera come un dialogo tra lo Spirito che abita in noi e il Padre. Il grande riconoscimento dei discepoli di Emmaus parte dal fuoco che riconoscono aver sentito accendersi nel loro cuore. La preghiera scalda il cuore”.

 

Il desiderio, attraverso questo numero, è quello di soffermarsi sul valore della preghiera riscoprendo come essa appartenga a tutti: “Nasce nel segreto di noi stessi -sottolinea Papa Francesco in una delle sue catechesi- in quel luogo interiore che spesso gli autori spirituali chiamano cuore. É uno slancio, è un’invocazione che va oltre noi stessi: è la voce di un “io” che brancola, che procede a tentoni, in cerca di un “Tu” che si desidera incontrare”. Buona lettura!

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