I corsisti: «Desideriamo donare quanto ricevuto»

Il Corso Centrale visto dagli adolescenti

Che cos’è il Corso Centrale? A ciascuno queste due parole posso suscitare reazioni diverse: dai ricordi di chi l’ha vissuto, ai significati di chi lo vive “dietro le quinte” fino alle impressioni a caldo degli animatori che hanno scelto di mettersi in gioco. Da tutti questi racconti, però, emerge un filo rosso comune, ovvero come questa proposta formativa sia un tempo prezioso per fermarsi, rileggere la propria esperienza in oratorio e riscoprire il senso dell’essere animatori.

 

I veri protagonisti di questo cammino sono stati proprio gli adolescenti, chiamati a mettersi in gioco in prima persona, a cui abbiamo chiesti di raccontarci il Corso Centrale visto con i loro occhi. Tra loro, Zoe dell’oratorio di Lallio e Simone dell’oratorio di Urgnano raccontano cosa ha significato per loro il Corso Centrale. Per descrivere questa esperienza, Zoe sceglie la parola “riflessione”: “Ti fa pensare al tuo ruolo nel Cre, all’importanza della collaborazione e della relazione con gli altri animatori. È un momento di crescita”. Anche per Simone il Corso Centrale è stato qualcosa che va oltre la semplice formazione: “Lo definirei un’esperienza, perché impari nuove cose che possono essere utili in oratorio e anche nel rapporto con i coetanei”. Entrambi concordano sul fatto che ciò che resta non è solo un insieme di strumenti, ma un cambiamento interiore. Zoe dice di portare a casa “una maggiore conoscenza del mio ruolo da animatrice, più maturità e la voglia di dare tanto e di ricevere altrettanto”. Simone parla invece di un vero e proprio “upgrade” personale: “Un miglioramento dal punto di vista interiore e personale”.

 

Dopo il Corso Centrale, il rientro in oratorio avviene con uno sguardo diverso. Zoe riparte con più serenità, voglia di fare e determinazione”, mentre Simone sente di tornare “con la consapevolezza di potermi migliorare ancora”. Un cammino che non si chiude, ma che comincia ora. Dietro la scelta di diventare animatori, per entrambi, c’è una motivazione profonda. Zoe sente il desiderio di restituire ciò che ha ricevuto da bambina: “Ho ricevuto tanto e voglio provare a dare ai più piccoli quello che è stato dato a me”. Simone trova la sua spinta nella relazione con i bambini: “La loro gratitudine mi fa sentire un punto di riferimento. Anche quando è faticoso, questa esperienza lascia sempre qualcosa di buono”. Il Corso Centrale è stato allora una “palestra” capace di accompagnare gli adolescenti non solo a “fare gli animatori”, ma ad esserlo per davvero giocandosi a pieno.

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