Grande festa per «Su il sipario!»
Premiati tutti gli oratori in gara: i sedici spettacoli hanno raccontato la speranza con originalità su ogni palco. «Esperienza capace di valorizzare talenti e legami»
L’atmosfera che si respira è quella delle grandi occasioni, l’auditorium del Seminario di Bergamo appare come un distaccamento dell’Academy degli Oscar e il clima che si respira nell’Auditorium del Seminario è frizzante, carico di vibrazioni, gioia e vita. La platea si riempirà di spettatori d’eccezione, attori che diventa spettatori: è tempo delle premiazioni di “Su Il Sipario”. Il concorso musical degli oratori, alla sua prima edizione, si conclude con una cerimonia in grande stile. Tutti e sedici i titoli in gara erano presenti con le rispettive compagnie teatrali: bambini, ragazzi, adolescenti, adulti e anziani hanno riempito la sala in trepidante attesa dei risultati finali.
Prima, però, facciamo un passo indietro: in cosa consiste “Su il Sipario”? Lo hanno ricordato i presentatori in apertura mettendo in luce le caratteristiche principali del progetto: un concorso nato un anno fa dall’intuizione e dall’analisi del territorio di tre uffici della diocesi – l’Ufficio di Pastorale Giovanile, l’Ufficio per i Beni Culturali e l’Ufficio Catechistico – che hanno visto nel musical un’esperienza capace di intrecciare relazioni, valorizzare talenti e dare voce anche a un messaggio pastorale. Il tema della prima edizione, in sintonia con il Giubileo 2025, è stato la speranza. Ogni compagnia era chiamata a portarla sul palco ed è stato significativo osservare come, a partire da un’unica traccia, ciascun gruppo abbia saputo offrire una declinazione originale, una sfumatura diversa dello stesso tema.
La giuria, composta dai direttori dei tre uffici – don Gabriele Bonzi, don Davide Rota Conti e don Gianluca Bresciani – ha seguito tutte le rappresentazioni, valutando gli spettacoli secondo due criteri: tecnico e pastorale. Il primo articolato in cinque categorie (ballo, canto, recitazione, regia e scenografia), mentre il secondo in tre ambiti: attinenza al tema, capacità di coinvolgimento, valore del messaggio.
A sottolineare l’importanza dell’iniziativa per la diocesi, il pomeriggio si è aperto con il saluto del vescovo Francesco, che ha richiamato la bellezza del musical negli oratori, luogo dove arte, comunità ed educazione si incontrano. “Ritengo che sia stata veramente un’esperienza che merita tutto il riconoscimento e tutta la valorizzazione –sottolinea monsignor Beschi-. Potremmo dire che il palcoscenico è un luogo magico perché è uno spazio delimitato, uno spazio in cui avviene qualcosa, qualcosa che mette in comunicazione i protagonisti, ma anche coloro che vi assistono e che non sono semplicemente degli spettatori”.
La premiazione, organizzata in perfetto stile hollywoodiano, ha alternato la presentazione degli spettacoli alla consegna dei riconoscimenti. Premiati i migliori tre, ma – come ha ricordato la giuria – “dal terzo in poi sono tutti quarti”. Gli oratori in gara erano sedici: “Vola con me- Peter Man il Musical” di Casazza; “Cento passi di Speranza: l’oratorio ieri, oggi, domani” di Ranica; “80 Speranza” di Gandosso; “Go Go Joseph” di Cologno al Serio; “A Christmas Carol” di Almenno San Bartolomeo; “Pellegrini di Speranza: nel sogno di Dio” di Levate; “Madre Teresa il Musical” di Bonate Sotto; “What’s Up: Unità Pastorale cos’e?!?” dell’unità pastorale di Alzano Lombardo e Nese; “La mitica armonia” di Sorisole; “La voce del mare: fatti sentire” di Cividate al Piano; “Anastasia: dalla Russia a Parigi” di Capriate San Gervasio; “Forza Sperate Gente” di Dalmine San Giuseppe; “DEF: Una speranza più forte del tempo” di Romano di Lombardia; “Il Re Leone” di Parre; “Vedrai Miracoli” di Villa di Serio e “Robin Hood -Una speranza per Sherwood” di Clusone.
Non sono mancate le sorprese con le nomination e i premi speciali. Tra i riconoscimenti, quello della miglior sceneggiatura è andato all’oratorio di Romano di Lombardia, mentre quello della miglior scenografia all’oratorio di Parre. La categoria del miglior attore protagonista vede un ex-aequo con il premio che viene assegnato a Federico Baronchelli (“Robin Hood” di Clusone) e Gabriele Forcella (“Mosè” di Villa di Serio). Il premio per il miglior attore non protagonista è stato assegnato a Paolo Sozzi, nel ruolo di “Fra Tac” sul palco di Clusone. E ancora i premi inediti, che neanche Hollywood ha mai pensato: i premi giovane talento sono andati a Ginevra Belotti (“Heidi” di Grassobbio) e Alessandro Mologni (“Mosè” di Villa di Serio), mentre quelli con la miglior coppia sul palco a Federica Pelucchi e Paola Amighetti (nei panni delle serve del faraone in Go Go Joseph) e Lisa Mazzoleni e Alice Ceracini, le americane di “A Christmas Carol”. Ogni premio è stato accolto da applausi e cori trasversali, senza distinzioni tra oratori.
A vincere la prima edizione di “Su il Sipario” è stato l’oratorio di Clusone con “Robin Hood”. Secondo posto per “Vedrai miracoli” di Villa di Serio, terzo per “Il Re Leone” di Parre.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai formatori, ai registi, agli sponsor (Alba Real Estate srl; Officine Lamera srl; Sangio Sound; Lorenzi Group), al Seminario Vescovile Giovanni XXIII, a Bergamo Tv, al comitato organizzatore, all’équipe di comunicazione dell’UPEE e, soprattutto, alle parrocchie e oratori partecipanti, con tutti i volontari, le sale della comunità con i loro sacerdoti che hanno reso possibile l’iniziativa.
La premiazioni si è conclusa con uno sguardo al futuro. “Su Il Sipario”, infatti, non si ferma qui: a partire dal 15 settembre si apriranno le iscrizioni alla seconda edizioni dal tema “Testimoni di luce”. Il sipario si è chiuso, ma solo per preparare la scena per la prossima storia.