La forza delle relazioni al servizio del Cre

Agli oratori di Gazzaniga e Orezzo si prende un nuovo slancio dal CRE che incrocia bambini, ragazzi, adolescenti, giovani e anche qualche adulto.

Le motivazioni che spingono un oratorio a cimentarsi nell’avventura del Cre-Grest sono tante. Dal prendersi cura dei più piccoli al responsabilizzare gli adolescenti, il Cre si è sempre dimostrato uno strumento prezioso per il bene della comunità. Proprio per questo non è possibile rilegare tutto il suo potenziale all’interno di quattro settimane estivi e agli oratori di Gazzaniga e Orezzo si spera di poter prendere un nuovo slancio da questa esperienza che incrocia bambini, ragazzi, adolescenti, giovani e anche qualche adulto.

 

Il primo passo nell’organizzare il Cre che partirà lunedì 28 giugno è stato quello di mettere in atto la formazione degli animatori, mentre il comune di Gazzaniga e l’unità pastorale Gazzaniga e Orezzo hanno avviato una collaborazione per rendere possibile l’esperienza permettendo l’accoglienza di ottantacinque bambini e ragazzi. “La formazione degli animatori si è inserita nel percorso del gruppo adolescenti -racconta Francesco Ferrari, educatore adolescenti degli oratori di Gazzaniga e Orezzo-. Anche se è stato un cammino un po’ travagliato per via delle restrizioni, da settembre a maggio abbiamo cercato di mantenere il più possibile stabile il contatto con i ragazzi”. La formazione, quindi, è stato un proseguo di un cammino già in corso, ma che ha visto gli adolescenti diventare ancor più protagonisti. I ragazzi sono stati divisi in due gruppi: da una parte c’erano gli animatori alle prime armi, dall’altra coloro che avevano già fatto delle esperienze come animatori. Nonostante gli incontri formativi fossero diversi, gli obiettivi declinati dal percorso sono stati gli stessi. Gli animatori hanno potuto conoscersi meglio prendendo coscienza dei propri talenti e approfondendo il ruolo che andranno a rivestire durante il Cre. Non è mancano neanche un focus sul tema del gioco e sulla relazione di cura che si instaura con il bambino.

 

“Il percorso formativo -spiega Francesco- si è concluso con una giornata passata insieme in oratorio. Ciascuno di noi ha riletto il proprio vissuto provando a capire quali sono i gesti, gli atteggiamenti e le parole con cui si possa mettere in atto la cura educativa. Da questa nuova consapevolezza, è ufficialmente iniziata la loro avventura da animatori e hanno cominciato ad organizzare il Cre aiutati dai tre coordinatori. L’obiettivo è quello di rendere gli adolescenti protagonisti sapendo che quest’estate potranno riveste un ruolo importante e prendersi tante responsabilità. Fin ora gli animatori hanno risposto davvero bene e non vediamo l’ora di iniziare”.

 

Da lunedì il Cre tornerà ad animare gli oratori di Gazzaniga e Orezzo. Grazie all’impegno degli adolescenti e dei giovani, i bambini e i ragazzi tornano ad abitare questi spazi nella speranza che le quattro settimane che hanno davanti siano un vero e proprio slancio verso il futuro. “Speriamo che il Cre rappresenti una riscoperta non solo del valore dei legami – conclude Francesco- ma anche del potenziale racchiuso nel rapporto intergenerazionale. L’esperienza della pandemia ci ha cambiati e ci ha resi tutti un po’ più fragili, ma si può ripartire e attingere delle relazioni che si costruiscono al Cre come un motore propulsivo per la comunità. Quest’esperienza insegna l’importanza del prendersi cura e dello spendere il proprio tempo per gli altri nella gratuità, due ingredienti che possono essere alla base di un nuovo slancio verso il futuro per un cammino che si fa insieme come comunità”.

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