Giocare... è gratis!

All'oratorio di Pontida si ripercorrono i passi di un Cre in cui la gratuità è stata la vera protagonista.

Alla fine di ogni Cre c’è sempre quella sensazione di malinconia nell’aria. Si firmano le magliette, ci si saluta come se non si fosse vicini di casa, si supplicano il don e coordinatori di andare avanti ancora una settimana e poi alla festa finale c’è sempre quel video strappalacrime che fa ripercorrere tutto il mese in soli dieci minuti: c’è da dire, però, che c’è sempre tanta felicità e gratitudine per ciò che si ha vissuto. Con l’aiuto di Giulia e Costanza, due animatrici dell’oratorio di Pontida, proviamo a ripercorre i passi di un Cre in cui la gratuità è stata la vera protagonista. Anche perché, senza di essa, non ci sarebbe il Cre.

 

All’oratorio di Pontida, il Cre è stato un vero e proprio toccasana perché ha permesso a bambini, ragazzi, adolescenti e giovani di ritrovarsi insieme per realizzare qualcosa di bello. Dopo i diversi mesi caratterizzati dalle restrizioni altalenanti, le giovani generazioni sono tornate ad abitare l’oratorio e a renderlo casa. “È stato bello vedere bambini e ragazzi felici ed entusiasti di stare insieme -racconta Giulia-. Anche gli animatori che hanno iniziato quest’anno hanno messo in gioco la stessa energia e la stessa voglia di fare di chi aveva un po’ più di esperienza”. Tornare al Cre significa anche riallacciare i rapporti tra generazioni come sottolinea Costanza: “La suddivisione in piccoli gruppi mi ha dato l’opportunità di conoscere a fondo i bambini e i ragazzi che mi sono stati affidati. Mi sono sentita più vicina a loro”.

 

La gratuità al Cre è ben visibile nell’operato degli animatori. Sono questi adolescenti che, con il loro entusiasmo e le loro energie, mettono in moto la grande macchina del Cre. Possono essere alla prima esperienza o dei veterani, ma tutti si spendono gratuitamente e senza riserve per il bene dei più piccoli. “Quando penso alla gratuità penso a tutto il tempo e le energie che doniamo come animatori -racconta Costanza-. Dopo un altro anno in salita, abbiamo messo insieme le forze e siamo tornati più forti di prima. Tutti insieme siamo riusciti a realizzare qualcosa di bello per e con la comunità”. Non solo gli animatori, ma anche i tanti volontari dell’oratorio di Pontida hanno messo in pratica la gratuità. Neanche i bambini e i ragazzi non sono stati da meno: grazie a dei piccoli, ma grandi gesti hanno potuto contribuire al bene dell’altro.

 

“La gratuità è legata al dono e funziona allo stesso modo -spiega Giulia-. Quando si fa un regalo non ci si aspetta nulla in cambio e si è semplicemente felici di farlo perché sappiamo che renderà altrettanto felice chi lo riceverà. Quest’anno anche i bambini e i ragazzi hanno potuto fare del bene al prossimo. Durante il Cre abbiamo organizzato una raccolta viveri e abbiamo collaborato con il mercatino dell’usato. Così abbiamo cercato di aiutare chi aiuta”.

 

Ripercorrendo i passi fatti durante questo Cre, all’oratorio di Pontida si guarda al futuro e alla possibilità di rigiocare ciò che si ha imparato in altre attività. La speranza è quella di aver trasmesso questo senso di gratuità ai più piccoli come spiega Giulia: “Il nostro oratorio è molto legato alla logica del gratuito. Il ‘fare per gli altri’ è il filo rosso che unisce tutte le nostre attività e sarà importante continuare a portarlo avanti in futuro. Seppure nel nostro piccolo, possiamo sempre fare qualcosa di bello”. “Speriamo di aver trasmesso ai ragazzi la nostra passione -conclude Costanza- in modo che loro possano portare avanti ciò che abbiamo iniziato”.

 

 
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