Fede nella quotidianità

La riflessione dell’oratorio di Pedrengo parte da questo binomio: fede e quotidianità.

Sperimentare e vivere la fede nella quotidianità è la sfida che ogni cristiano si trova ad affrontare giorno dopo giorno. Far risuonare il proprio credo in ogni momento, a volte, risulta anche un po’ strano, ma non è possibile scindere questa dimensione da tutte le altre. La riflessione dell’oratorio di Pedrengo parte proprio da questo binomio: fede e quotidianità. Avvertendo il bisogno di rileggere la fede con i loro ragazzi, gli educatori hanno creato un cammino ad hoc che coinvolge e accompagna gli adolescenti di quarta e quinta superiore. Al centro c’è sempre la fede che, di volta in volta, viene declinata e approfondita grazie a testimonianze, canzoni, film, riflessioni personali e un dialogo costante.

 

“Quest’anno stiamo affrontando il tema della fede -raccontano Michela, Denise e Lorenzo, educatori adolescenti dell’oratorio di Pedrengo-. Partendo dai brani di Vangelo sulla chiamata dei primi discepoli, abbiamo iniziato ad approfondire la chiamata che Dio riserva a ciascuno di noi nella quotidianità. La fiducia che ripone in noi ci ha portati a tante domande. Cosa vuole Dio da noi? Cosa si aspetta che facciamo? Come rispondiamo alla sua chiamata?”. Durante il tempo di Quaresima, questi interrogativi cercheranno delle risposte nei volti e nelle storie delle persone che gli adolescenti incontreranno. “Nei nostri incontri partiamo da sollecitazioni contenute nei brani di Vangelo che poi rileggiamo con i film, canzoni, testimonianze e approfondimenti personali. Ciò che non manca mai è il confronto con gli adolescenti con cui concludiamo ogni appuntamento. In Quaresima, invece, ascolteremo diverse testimonianze di persone che si sono messe in gioco nella fede e hanno risposto alla chiamata di Dio scegliendo di spendere questa fiducia nella quotidianità della loro vita. Una volta conclusa la fase di dell’ascolto, approfondiremo la tematica declinata nella gratuità e rifletteremo insieme su come i nostri talenti possano essere una risorsa preziosa per la comunità di Pedrengo e non solo”.

 

Scegliere la via della testimonianza per vivere la Quaresima è la modalità che gli educatori dell’oratorio di Pedrengo hanno scelto per sottolineare un cambio di passo. “Questo è un tempo prezioso in cui fermarci ad ascoltare, un tempo che può facilitarci nel fare il punto della situazione sul rapporto con Dio e aiutarci a valutare a che punto sia la nostra fede” spiegano i tre giovani aggiungendo come questa possa essere anche un’occasione di confronto con il prossimo. Il fioretto quaresimale degli educatori e dei loro adolescenti si può tradurre in una grande sfida: provare ad alzare l’asticella del coraggio e dell’opportunità per vivere una vita in pienezza.

 

Non serve essere dei supereroi e dei credenti modello per riuscire a leggere la vita con fede. Con impegno, una prospettiva attenta e la voglia di porsi sempre domande nuove si può crescere un po’ di più ogni giorno. Pochi ingredienti per mettersi in gioco senza riserve in un cammino di autoeducazione da cui anche gli educatori ne escono arricchiti. “Per noi è un’occasione importante per continuare ad alimentare anche la nostra fede nella quotidianità -concludono Michela, Denise e Lorenzo-. Il confronto con una generazione diversa dalla nostra ci pone in un continuo atteggiamento di apertura e di ascolto vero. È un’occasione di crescita personale e spirituale. Agli adolescenti speriamo di lasciare il desiderio di non appiattirsi e non stancarsi mai di porsi delle domande su Dio e sulla vita. Il nostro augurio è che continuino ad essere uomini e donne in ricerca sul senso sincero della loro vita. Desideriamo vederli puntare sempre in alto... nell’Amore”.

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