Verso il Cre: i coordinatori degli oratori raccontano il loro servizio
Perché spendersi come coordinatori al Cre? Parola ai protagonisti che si prenderanno cura dei più piccoli e degli animatori lungo l'estate
nche quest’estate i tendoni dei nostri oratori verranno presto animati da balli e canti, i cortili saranno inondati da sfide e da giochi d’acqua sotto il sole rovente, le aule della catechesi si trasformeranno all’istante in colorati laboratori creativi e i pullman si riempiranno alla volta di gite in piscina o in altri luoghi indimenticabili. Tutto questo dove? La risposta è chiara: al Cre 2026, che quest’anno sarà caratterizzato dalla figura di San Francesco d’Assisi. “Bella Fra!”: un saluto colloquiale che diventa il titolo di un’estate da vivere insieme.
Perché tutto sia pronto al momento opportuno, è però necessario muoversi in anticipo: la progettazione richiede molto tempo e i preparativi sono già in corso da qualche settimana. È proprio per questo che don e coordinatori si sono ritrovati domenica 22 marzo in Seminario per la presentazione del Cre: tra note di stile, progetto e lavori di gruppo per approfondire attenzioni e tematiche, abbiamo strappato qualche intervista ad alcuni dei coordinatori presenti, ai quali abbiamo chiesto che cosa li spingesse in questo servizio.
Perché vivere questo servizio?
Le risposte sono state spontanee ed entusiaste: “fare il coordinatore è una possibilità per vivere l’oratorio e accompagnare i più piccoli a muovere i primi passi verso il loro futuro”, ci ha detto Nicola di Sarnico. È d’accordo con lui anche Giorgia, dell’oratorio di Arcene che ribadisce: “fare la coordinatrice mi permette di stare vicino ai bambini e aiutarli a costruire il loro futuro”. Serena e Mariachiara di Palazzago insieme a Fabio di Costa di Mezzate ci hanno risposto senza dubbi: “abbiamo a cuore la comunità, per questo ci mettiamo in gioco in questo progetto, che crediamo possa diventare un’occasione di incontro!”. Infine, Aurora di Paratico ci ricorda l’importanza della cura per gli adolescenti che entreranno a pieno titolo tra le fila degli animatori: “il mio essere lì da coordinatrice vorrà essere un aiuto per vivere a loro una buona esperienza”.
A fianco di queste interviste, emerge la voce del nostro vescovo Francesco, che nel momento di preghiera che ha aperto il pomeriggio di presentazione ha affermato: “Il Cre non è solo un’esperienza sociale, ma è una proposta di vita caratterizzata dalla gioia del vangelo. I destinatari sono i piccoli, non i grandi della terra ed è lì che siamo chiamati a seminare entusiasmo, amore, pace, perdono e gratuità. San Francesco si è voluto fare piccolo perché Gesù ha scelto di manifestarsi nella piccolezza: lì è custodita la scintilla di Dio! Vi auguro allora che Gesù non sia solo un’idea, ma un incontro”.
Il mandato del Vescovo ai coordinatori dei Cre
Il vescovo ha poi aggiunto: “Il vostro servizio è uno slancio del cuore: non è scontato che tanti giovani scelgano di spendere il proprio tempo con gratuità per i più piccoli, gli adolescenti e la comunità. Grazie di cuore, grazie per la vostra scelta. Vi posso assicurare che ne vale la pena”.
E allora partiamo con questo entusiasmo alla preparazione del Cre 2026, pronti a testimoniare tra giochi, tuffi, laboratori, balli, relazioni, responsabilità, amicizie e tanto tempo condiviso la gioia di essere una comunità cristiana viva e presente lì dove c’è l’occasione di far respirare un’aria di fraternità, un profumo di relazioni durature, una possibilità di mettersi in gioco per l’altro secondo lo stile e la novità del vangelo. Non ci resta che augurare un buon Cre a tutti coloro che si lasceranno coinvolgere in questa esperienza unica!