In équipe educativa per continuare a donare
Edoardo, giovane dell'oratorio di Martinengo, ha risposto "Sì" alla chiamata in équipe educativa e il perché risiede nella sua storia
Coordinatore, educatore, allenatore e, da settembre 2024, anche membro dell’équipe educativa: la storia di Edoardo Nocenti, giovane dell’oratorio di Martinengo, è una storia simile a tante nella diocesi di Bergamo in cui l’oratorio emerge come un tempo prezioso, una casa accogliente e un’esperienza che si intreccia inevitabilmente con le trame della propria vita. Nonostante sia simile, però, anche in questa storia brilla qualcosa di prezioso.
Cresciuto nell’oratorio di Martinengo
Sin da quando era un bambino, Edoardo ha frequentato l’oratorio di Martinengo affezionandosi, giorno dopo giorno, un po’ di più. Mentre il tempo passava, ha preso sempre più consapevolezza di questo affetto e di come l’oratorio fosse casa, luogo di doni ricevuti, ma anche pronti per essere donati di nuovo. “Quando mi è stato chiesto di entrare a far parte dell’équipe educativa -racconta Edoardo- ho scelto di accettare per donare anch’io quanto avevo ricevuto. Ho capito che è arrivato il tempo della responsabilità in cui, insieme ad altre figure dell’oratorio di diverse età ed esperienze, sono chiamato a guardare al futuro”.
L’impegno nell’équipe educativa
La chiamata si traduce in un dono che arricchisce l’oratorio, la comunità e anche chi si spende in prima persona. “L’équipe educativa dell’oratorio di Martinengo è composta da persone con età, vedute, esperienze e ruoli diversi -prosegue Edoardo-. Ciascuno attorno al tavolo porta il suo punto di vista e io mi impegno per portare la prospettiva degli adolescenti e dei giovani. Questi diversi sguardi ci arricchiscono vicendevolmente, ci aiutano a guardare più in là e a costruire un oratorio che sia davvero strumento della comunità per educare i più giovani”. Insieme, dunque, ci si confronta, si discute, si dice la propria e si guarda al futuro.
Si pensa e si scrive anche: all’oratorio di Martinengo, infatti, l’équipe educativa ha la penna in mano perché, in questo periodo, sta scrivendo il progetto educativo dell’oratorio. “Lavorare a questo documento insieme è arricchente ed è una ricchezza per tutti coloro che abitano questo luogo. Il confronto è un dono che permette di unire diverse esperienze e vissuti dello stesso oratorio”.
Essere se stessi in oratorio
E lungo questi primi chilometri di cammino in équipe educativa all’oratorio di Martinengo, Edoardo, donando il proprio tempo e arricchendo il proprio sguardo grazie al confronto, ha compreso che l’oratorio è molto di più “di un semplice calendario pieno zeppo di impegni”.
“Delle volte -conclude Edoardo- si rischia di perdersi nella frenesia del fare. Credo sia normale perché c’è questo desiderio di dedicare tempo a tutti e di arrivare dappertutto senza dimenticarsi nulla. Ripeto, è normalissimo e anche giusto. Succede a tutti, soprattutto quando sei giovane e vorresti fare mille cose. Però, c’è un però: l’oratorio è più di una fitta agenda perché qui non sei ciò che fai, ma ciò che sei. In oratorio sei accolto così come sei, sei libero di essere te stesso senza valutazioni, pregiudizi o simpatie. Sei guardato nella tua bellezza, nella grandezza e nel tuo essere prezioso. Non è l’incontro o la serata a farmi correre in oratorio, è quella sensazione di sentirsi voluto bene per ciò che sono, sempre e comunque”.