Il cammino dei coordinatori verso il Cre
Dopo tanti anni come animatori, i giovani dell'oratorio di Torre de Roveri hanno scelto di mettersi in gioco come coordinatori.
In oratorio si entra la prima volta quasi per caso, poi si sceglie di tornarci perché si è stati bene e, a poco a poco, diventa casa in cui crescere, sperimentarsi e porsi al servizio per mettere in circolo il dono. Crescendo ci si mette in gioco prima come animatori e poi come coordinatori: un percorso che hanno vissuto anche i giovani dell’oratorio di Torre de’ Roveri che, proprio in questi giorni, si stanno formando in vista del prossimo Cre.
La formazione dei coordinatori
L’abc del coordinatore, la formazione per gli animatori e la figura di San Francesco d’Assisi sono solo tre degli incontri che hanno in programma. Nel loro cammino, infatti, i coordinatori dell’oratorio di Torre de’ Roveri hanno partecipato alla presentazione del Cre pensata per loro e hanno vissuto diversi momenti di confronto sulla loro esperienza e sul servizio che andranno a vivere. Momenti fondamentali per lavorare su di sé, fare gruppo e crescere nelle relazioni abituali e nuove.
“Dopo tanti anni da animatori – racconta Angelica Medolago Albani, giovane dell’oratorio di Torre de’ Roveri – è stato quasi naturale scegliere di proseguire come coordinatori. Desideriamo donare qualcosa di più alla nostra comunità, metterci al servizio con più consapevolezza e prenderci cura degli animatori per regalargli un’esperienza significativa come lo è stata per noi”. Il gruppo dei coordinatori, così, si è messo in cammino per formarsi e far crescere una consapevolezza che, sul campo, diventerà cura.
All’oratorio di Torre de’ Roveri si sogna il Cre
Il Cre è un’esperienza che lascia un segno in tutta la comunità: nei piccoli, nei grandi e soprattutto in chi si spende come animatore o coordinatore. “Sappiamo quanto conti un’esperienza come quella del Cre – aggiunge Angelica – e ne avvertiamo tutta la responsabilità. Non come un peso, ma una spinta a dare il meglio di noi. Questo mese, per quanto intenso, è un tempo che può trasmettere cura, passione ed entusiasmo a tutta la comunità”.
Guardando al Cre targato “Bella Fra!” si inizia già immaginare la prossima estate con aspettative e sogni ad occhi aperti da realizzare in oratorio. “Se penso al Cre la prima immagine che riaffiora sono i sorrisi, gli abbracci e tutte le amicizie che siamo riusciti a stringere con il tempo -conclude Angelica -. Il nostro piccolo, ma grande sogno è quello di donare un Cre che sappia far divertire e, attraverso la leggerezza, far vivere cose profonde. Stiamo immaginando un Cre che faccia emergere la cura nei grandi giochi come nei piccoli gesti. Grazie alla gratuità di tanti animatori, coordinatori e volontari, insieme al nostro don, possiamo costruire una bella esperienza per i nostri bambini e ragazzi. Non una parentesi, ma una tappa di un bel cammino da vivere insieme per crescere come lo è stato per noi”.